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domenica 29 maggio 2016

Eterna assente

Oggi ha inaugurato l’ennesima mostra a cui partecipano le mie opere ma a cui non partecipo io. 
Non so quale sia la prassi abituale, non so se gli altri artisti di spostano in tutta Italia ed all’estero per le inaugurazioni, l’unica cosa che so è che se non vado alle mie mostre non è certo per snobismo. 
Detto in modo banale “non c’ho il fisico”. 
Mi stanco tanto, mi stanco troppo e non recupero, viaggi lunghi dalla mattina alla sera sono impensabili fisicamente, prendere tre giorni per stare fuori impensabile economicamente… Che poi mi ci vuole comunque una settimana per riprendermi.
Vietato compatirmi, gradita invece la comprensione. Chi mi giudicherà dal mio aspetto che inganna non mi conosce.
Questo post ha poco senso forse, è solo un piccolo sfogo di chi vorrebbe avere risorse per fare tutto che spesso si esauriscono nel dipingere.


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martedì 17 maggio 2016

La consapevolezza

E’ la consapevolezza a fare la differenza.

Non sapere quando moriremo ci illude dell’immortalità, ci fa progettare, sognare, pensare come se non dovessimo morire mai.

Sapere di avere i giorni contati è diverso, tutto ciò che per sopravvivere ignoriamo ci arriva addosso e non da scampo.

Eppure finchè non siamo morti siamo vivi, dovrebbe essere questo ciò che conta… vivere finchè siamo vivi.

Ma forse questo regalo è dato solo agli animali che non sono consapevoli della morte, noi umani siamo avvelenati dalla consapevolezza della morte, che diventa spinta e freno al medesimo tempo.


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martedì 10 maggio 2016

Lasciamo il concetto ai libri

Il fatto che ami dipingere e che abbia fatto della pittura la mia professione non significa che sia interessata a tutto ciò che ruota intorno alla pittura, anzi, mi reputo di un’ignoranza abissale.

A mia discolpa dico che l’arte dovrebbe parlare da sola, troppi discorsi, troppi giri di parole per spiegare opere che in realtà non dicono nulla mi sembrano solo una vendita di fuffa.

Che non amo l’arte concettuale è risaputo, un concetto lo si può esprimere a parole, se devo realizzare un’installazione per la quale devo poi scrivere fiumi per spiegarla mi dite qual’è l’utilità? Parere personale ovvio.

Sono sempre più convinta che ci sia un carrozzone di personaggi poco qualificati pronti solo a spremere economicamente gli artisti ed altri, magari qualificati, che si divertono invece a fare il bello e il cattivo tempo usandoli come se fossero azioni da quotare in borsa o dei soldatini da posizionare su un tavolo.

A volte leggo giudizi critici e mi chiedo se quelle persone ci credono davvero nelle cazzate che scrivono o se invece è solo un’operazione commerciale.

Forse sarà per questo che preferisco leggere un buon libro agli articoli di Art Tribune e simili.

Forse è per questo che quando i galleristi si fregiano di avere in scuderia  artisti famosi pensando di farmi rimanere a bocca aperta io non so nemmeno chi siano.

E come ho scritto sulla bio di Twitter, temo che per aver successo dovrò aspettare la prossima vita.

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#workinprogress


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lunedì 9 maggio 2016

Incursione a Lucca Art Fair

 

Ieri ho preso le poche energie che avevo e mi sono recata con mio marito alla prima fiera d’arte organizzata a Lucca; mi sono detta che non potevo mancare un’appuntamento del genere visto che era così vicino, che ce la potevo fare, che dovevo trovare l’energia per andare.

La sera prima mi sono risolta a creare artigianalmente una piccola brochure informativa da poter lasciare alle gallerie che trovassi affini, il progetto di fare un catalogo era in cantiere da molto ma avevo sempre rimandato privilegiando il sito web e gli aggiornamenti del blog. Ho usato Ibook Autor per creare un mini ebook che poi mio marito ha stampato ed assemblato amorevolmente, così giusto per poter mostrare subito qualche foto dei miei lavori più recenti (alla fine dell’articolo potrete scaricare gratuitamente il piccolo ebook in formato pdf se volete).

Ma veniamo alla fiera.

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Non era grandissima e le gallerie che hanno destato il mio interesse erano poche, la maggior parte degli stand esponevano i soliti artisti straquotati (Schifano, Rotella…) che oltretutto non amo, qualcuna invece proponeva artisti emergenti, alcuni dei quali mi sono piaciuti moltissimo.

Per il mio carattere andare a proporsi in prima persona è stato difficile, sentirsi dire NO o vedersi guardare con aria di sufficienza è devastante, anche perchè  non si va a vendere un sapone o una crema, in quanto artisti si va a proporre noi stessi, la nostra arte contiene la parte più intima e potente del nostro essere ed un no ad una nostra opera è come se fosse un no alla nostra vita.

Per fortuna ho incontrato un paio di galleristi con i quali è stato possibile anche parlare a lungo; con ciò non voglio dire che per questo si avvierà una collaborazione, ma se non altro è stato possibile avere un’idea di come funzionano certi meccanismi ed ho potuto lasciare un contatto senza sentirmi come se mi facessero l’elemosina.

Una cosa è certa, esperienze del genere mi mettono di fronte in modo inequivocabile il fatto di quanto sia difficile emergere e soprattutto di quanto il mio stato fisico un po’ traballante mi sia di ostacolo, ma come dico sempre dipingere è la mia vita, non posso fare altro che continuare su questa strada come posso e con i limiti che ho.

Menzione speciale al gallerista che sfogliando la mia brochure ha definito i miei quadri “gradevoli”… gli ho sorriso, ma gli avrei sputato in un occhio.

NoProject Ebook

 


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sabato 16 aprile 2016

Parlare con le immagini

Quando tutto è collegato…

le mie letture commentate

Argomento settimanale: Interazione tra scrittura e immagini
Le immagini possono scrivere parole? Con questa domanda lancio ufficialmente il nuovo argomento settimanale: l’interazione e contaminazione tra scrittura e mondo visivo. Quale rapporto intercorre tra le immagini e le parole?
(Circolo 16)

Le immagini possono scrivere parole? Certo che sì.

Fin dall’antichità si parlava al popolo mediante le immagini prima che con le parole, quando l’alfabetizzazione era rarissima si indottrinavano le persone tramite affreschi, mosaici, dipinti e così via.

Talvolta le parole non si trovano per esprimere certe sensazioni mentre tramite le immagini, che possono essere figurative o astratte, le sensazioni arrivano…vero è che un bravo scrittore riesce a trasmettere emozioni o concetti anche senza bisogno di immagini, così come un bravo pittore riesce a dare un messaggio anche senza spiegare il suo quadro verbalmente.

Credo tuttavia che, a meno non si voglia dare un messaggio estremamente semplice, l’immagine si presti a maggiori…

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mercoledì 13 aprile 2016

L’insegnamento della pittura.

Non amo i tutorial di pittura.

Non amo chi insegna a tutti la stessa cosa nello stesso modo.

Non amo gli allievi fatti con lo stampino che sembrano i cloni dell’insegnante.

Meglio un allievo con qualche difetto tecnico ma con l’anima che esce dal quadro.

Non è facile insegnare la pittura senza prevaricare, è un metodo faticoso che spesso non viene compreso.

Se lascio correre su un difetto non è perchè non lo vedo, ma perchè lo ritengo meno importante dell’espressione della persona da cui il difetto proviene.

Ci sono poche regole che secondo me sono fondamentali e valgono per tutti, la prima e fondamentale è imparare a vedere; le altre figuriamoci se le scrivo qui, ho appena affermato che non amo i tutorial di pittura.

Al di là delle poche regole che valgono per tutti poi l’insegnamento della pittura è un lavoro psicologico. Occorre tirare fuori il meglio da ognuno rispettandone i difetti che se addomesticati con garbo possono diventare pregi.

La fatica maggiore dell’insegnamento è portare l’allievo a migliorare senza essere invadente, senza violentare la sua natura, senza essere crudi nella critica. Criticare facendo capire l’errore ma senza infierire è molto arduo; questo è lo scoglio maggiore che rallenta il progresso dell’allievo ma che non lo mortifica nell’amor proprio.

Credo che la difficoltà più grande per un insegnante sensibile sia riuscire a trovare un equilibrio tra il rispetto verso l’anima dell’allievo ed il conseguimento di un risultato tecnico soddisfacente.

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