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lunedì 4 luglio 2016

Polemica time

Il fatto che stia lavorando ad una crescita interiore e al raggiungimento di una maggiore serenità non vuol dire che non smetterò di essere polemica. Ho sempre detto quello che mi sta sullo stomaco e continuerò a farlo.
Sicuramente la mia sincerità contribuisce a farmi terra bruciata intorno, ma a dire il vero essere circondata da persone che non reputo all’altezza della situazione o competenti non è nel mio interesse, né umano né artistico.

Se esprimere il mio giudizio su questa mostra significherà tagliare alcuni ponti pazienza, tanto sono io la prima a non voler ripetere esperienze espositive di questo genere.

Allestimenti improponibili spacciati per mostre serie… Se non c’è posto è inutile invitare troppi artisti per fare cassa e appiccicare i quadri ovunque e comunque, senza un minimo di senso estetico… E si considerano galleristi? Mi verrebbe voglia di andare a riprendere i miei quadri immediatamente.
Due sedi espositive: Da una parte quadri messi in giardino attaccati senza criterio a un filo come se fossero panni stesi, dall’altra opere esposte in un hotel che non ritiene utile pubblicizzare la mostra e che se ne lava le mani dicendo ” abbiamo offerto l’aperitivo”… Ah beh, una bella professionalità non c’è che dire.

E se non mi costasse così tanta fatica andare sino a Forte dei Marmi partirei in questo momento stesso per riportare a casa le mie creature.

Mostra Arte Contemporanea al Forte


, che nel mio studio fanno più figura!
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martedì 10 maggio 2016

Lasciamo il concetto ai libri

Il fatto che ami dipingere e che abbia fatto della pittura la mia professione non significa che sia interessata a tutto ciò che ruota intorno alla pittura, anzi, mi reputo di un’ignoranza abissale.

A mia discolpa dico che l’arte dovrebbe parlare da sola, troppi discorsi, troppi giri di parole per spiegare opere che in realtà non dicono nulla mi sembrano solo una vendita di fuffa.

Che non amo l’arte concettuale è risaputo, un concetto lo si può esprimere a parole, se devo realizzare un’installazione per la quale devo poi scrivere fiumi per spiegarla mi dite qual’è l’utilità? Parere personale ovvio.

Sono sempre più convinta che ci sia un carrozzone di personaggi poco qualificati pronti solo a spremere economicamente gli artisti ed altri, magari qualificati, che si divertono invece a fare il bello e il cattivo tempo usandoli come se fossero azioni da quotare in borsa o dei soldatini da posizionare su un tavolo.

A volte leggo giudizi critici e mi chiedo se quelle persone ci credono davvero nelle cazzate che scrivono o se invece è solo un’operazione commerciale.

Forse sarà per questo che preferisco leggere un buon libro agli articoli di Art Tribune e simili.

Forse è per questo che quando i galleristi si fregiano di avere in scuderia  artisti famosi pensando di farmi rimanere a bocca aperta io non so nemmeno chi siano.

E come ho scritto sulla bio di Twitter, temo che per aver successo dovrò aspettare la prossima vita.

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#workinprogress


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lunedì 9 maggio 2016

Incursione a Lucca Art Fair

 

Ieri ho preso le poche energie che avevo e mi sono recata con mio marito alla prima fiera d’arte organizzata a Lucca; mi sono detta che non potevo mancare un’appuntamento del genere visto che era così vicino, che ce la potevo fare, che dovevo trovare l’energia per andare.

La sera prima mi sono risolta a creare artigianalmente una piccola brochure informativa da poter lasciare alle gallerie che trovassi affini, il progetto di fare un catalogo era in cantiere da molto ma avevo sempre rimandato privilegiando il sito web e gli aggiornamenti del blog. Ho usato Ibook Autor per creare un mini ebook che poi mio marito ha stampato ed assemblato amorevolmente, così giusto per poter mostrare subito qualche foto dei miei lavori più recenti (alla fine dell’articolo potrete scaricare gratuitamente il piccolo ebook in formato pdf se volete).

Ma veniamo alla fiera.

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Non era grandissima e le gallerie che hanno destato il mio interesse erano poche, la maggior parte degli stand esponevano i soliti artisti straquotati (Schifano, Rotella…) che oltretutto non amo, qualcuna invece proponeva artisti emergenti, alcuni dei quali mi sono piaciuti moltissimo.

Per il mio carattere andare a proporsi in prima persona è stato difficile, sentirsi dire NO o vedersi guardare con aria di sufficienza è devastante, anche perchè  non si va a vendere un sapone o una crema, in quanto artisti si va a proporre noi stessi, la nostra arte contiene la parte più intima e potente del nostro essere ed un no ad una nostra opera è come se fosse un no alla nostra vita.

Per fortuna ho incontrato un paio di galleristi con i quali è stato possibile anche parlare a lungo; con ciò non voglio dire che per questo si avvierà una collaborazione, ma se non altro è stato possibile avere un’idea di come funzionano certi meccanismi ed ho potuto lasciare un contatto senza sentirmi come se mi facessero l’elemosina.

Una cosa è certa, esperienze del genere mi mettono di fronte in modo inequivocabile il fatto di quanto sia difficile emergere e soprattutto di quanto il mio stato fisico un po’ traballante mi sia di ostacolo, ma come dico sempre dipingere è la mia vita, non posso fare altro che continuare su questa strada come posso e con i limiti che ho.

Menzione speciale al gallerista che sfogliando la mia brochure ha definito i miei quadri “gradevoli”… gli ho sorriso, ma gli avrei sputato in un occhio.

NoProject Ebook

 


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