venerdì 26 febbraio 2016

Nuovo allestimento da Hanky Panky

Aria di cambiamenti da Hanky Panky, con il cambio del menù anche l’allestimento della mostra NoProject ha accolto nuove opere.
Le nuove arrivate sono “You are beautiful”, “Mafalda”, “Aspettare conversando” e “Momento rubato”. Come al solito l’allestimento della mostra è stata l’occasione per un caffè e due chiacchiere con il proprietario Federico Bocciardi, un giovane imprenditore che ha sempre un occhio di riguardo per i dettagli ed la qualità.
Quindi se passate da Pescia ( ma se ci venite appositamente non ci offendiamo!) fermatevi da Hanky Panky a vedere le mie opere e a gustare ottimi cocktails e ottima cucina.
Via Roma 4, 51017 Pescia – Toscana
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giovedì 25 febbraio 2016

Chi l’ha visto?

Questo esperimento di quadro sospeso nasce dall’ennesimo spregio verso la pittura ad opera di persone ignoranti ed ingrate, uno spregio verso la gentilezza di chi offre il proprio lavoro per “abbellire” un luogo di aggregazione per donne in difficoltà senza ricevere compensi in cambio. Il protagonista dell’esperimento è un quadro, un mio autoritratto del 2009 eseguito con una tecnica ben diversa da quella che uso adesso, un’opera che era stata esposta in varie occasioni e che ben rappresentava un periodo della mia vita e del mio percorso artistico.
Un paio di anni fa ho dato in prestito questo quadro ad un’associazione, di cui preferisco non fare il nome, per appenderlo nella sede che si trovava in una zona parecchio triste e malfamata della città, con i patti che se avessero trovato da venderlo avrebbero potuto tenere il ricavato per le loro attività di volontariato. Nel frattempo l’associazione si è trasferita in un’altra città e del dipinto non avevo saputo più niente fino all’altro giorno, mi hanno citofonato dicendo che me lo avevano riportato. Quando sono scesa a prenderlo l’ho trovato in condizioni pietose, completamente ricoperto di muffa verde, non si erano dati pena nemmeno di dargli una pulita alla bell’e meglio prima di riportarmelo. Vedere il mio lavoro spregiato così mi ha fatto arrabbiare, la totale mancanza di rispetto verso il lavoro altrui e verso un gesto di gentilezza mi mandano fuori dai gangheri.
La reazione è stata distruttiva, lo ammetto, a volte quando sono in collera la parte irrazionale che è in me viene fuori al meglio… Ho pensato che se gli altri si erano permessi di trattare così la mia opera io avrei fatto di peggio. Ho preso il quadro e l’ho messo fuori, vicino al cassonetto sotto la pioggia, pensando che il cielo avrebbe lavato via la muffa e che accadesse quel che accadesse; ho pensato che il destino avrebbe deciso cosa ne sarebbe stato di quell’opera bistrattata e l’ho lasciato sospeso, come il caffè, a disposizione di chi lo volesse o degli spazzini per la mattina seguente, gli ho scattato una fotografia e sono salita in casa.
Stamani mi sono affacciata alla finestra ed era ancora lì, forse gli spazzini non avevano avuto cuore di buttarlo o forse sono semplicemente rimasti indifferenti come la maggior parte della gente davanti all’arte.
Sono uscita per le mie commissioni pensando che se al ritorno il quadro fosse stato ancora lì lo avrei spostato ad un altro cassonetto, ma quando sono tornata non c’era più.
Adesso comincia il gioco: CHI L’HA VISTO?

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martedì 23 febbraio 2016

Le Dolls a spasso per Venezia

Notizia fresca fresca: le 6 DollSamantha sono state selezionate per partecipare all’evento espositivo INVENTARIO organizzato dal curatore Daniel Buso che si terrà da Sabato 5 marzo, ore 18:30 presso la Galleria Made In ” a VENEZIA e sarà visitabile fino al 17 marzo 2016.
La stessa mostra sarà riproposta nello spazio di  Ca’ dei Carraresi a Treviso nel mese di Aprile.
STAY TUNED.

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venerdì 19 febbraio 2016

Il fattore umano

 

Dell'importanza di un maestro vero

Il fattore umano viene dimenticato sempre più spesso.
Troppo spesso dimentichiamo la qualità del rapporto diretto con le persone, il poter scambiare opinioni dal vivo, il poter toccare con mano e guardare da vicino l'operato altrui...
Perchè oggi rifletto su questa cosa? Semplice, perchè ho visto la pubblicità dei corsi di pittura a fascicoli ed ho provato pena.
Mi ha fatto tristezza pensare ad una persona che va in cartoleria a comprarsi il corso per imparare a dipingere, l'ho immaginata da sola a cimentarsi con quest'avventura, l'ho immaginata fiduciosa verso questo mezzo di apprendimento e contenta di spendere poco, l'ho immaginata pensare che non sarebbe valsa la pena di spendere troppo per un corso di pittura quando basta un fascicoletto ad insegnarti le tecniche di base. Poi ho cominciato a vedere questa persona arrabbiarsi perchè le cose che sembravano così facili nel tutorial in realtà non lo sono e non c'era nessuno a darle un consiglio, a dirle una parola di incoraggiamento; ed infine ho visto la stessa persona dopo un po' di tempo accantonare l'idea di dipingere e mollare i fascicoli in un cassetto.
Perché il fattore umano è importante.
Perchè in un corso di pittura, se si ha la fortuna di frequentarne uno collettivo, oltre ad imparare dall'insegnante si impara anche dagli altri  e comunque un maestro in carne ed ossa ha bagaglio tecnico ed umanoo, un'esperienza che nessun fascicolo può trasmettere.
Una persona vera è lì mentre impari e ti incoraggia,  capisce dove sbagli e può correggerti, un maestro con cui instauri un rapporto cerca di capire la tua difficoltà e prova a convertirla in un passo avanti.
Un fascicolo comprato in cartoleria non potrà mai darti né l'esperienza né il supporto morale ed umano che un maestro di pittura ti potrà offrire.
Non scordate mai il fattore umano.

domenica 14 febbraio 2016

E dopo DollSamantha arriva DollSamalugi

Questa cosa delle bambole mi ha preso bene... sarà che da piccola giocavo coi soldatini e mi sono mancate. A parte le riflessioni pseudo psicologiche mi sto divertendo ad esplorare il mondo delle bambole con la pittura e ieri ho fatto una sessione fotografica con Luigi Vescovini per la realizzazione di nuove opere. Stavolta la bambola sono io, mi sono un po' "mascherata" e mi sono fatta fotografare.
A breve inizieranno a comparire i nuovi lavori.
Stay tuned.



mercoledì 10 febbraio 2016

Le puttane dell'arte

Io li chiamo  le puttane dell'arte,  sono quei critici che, una volta raggiunta la notorietà, se ben pagati ti recensiscono e si sperticano in lodi anche se sei un artista penoso.
Quando mi riferisco a tali individui me ne viene in mente subito uno, di cui ovviamente non posso fare il nome, perchè va bene essere senza peli sulla lingua, ma cogliona no, e non voglio certo beccarmi una denuncia...
E' la seconda volta che vengo contattata dalla stessa organizzatrice di eventi per artisti dalla parlantina fluente, nel cui eloquio le parole più ricorrenti sono "importante" ed il nome della puttana, come se queste due paroline fossero la chiave del paradiso, mentre servono solo per aprire il cancello della diffidenza del malcapitato artista.
La prima volta c'ero quasi cascata, l'unica cosa che mi salvò è che la cifra richiestami era davvero troppo spropositata e prima di dire sì ci ragionai a bocce ferme; nulla è nemico di questa gente come il tempo: loro non devono darti il tempo di pensare, ti assediano con telefonate lusinghiere, ti dicono che le adesioni sono tantissime ma che ci tengono troppo a che tu ci sia, ed è per questo che ti hanno telefonato, e ti dicono anche che la puttana ha visto i tuoi lavori e se ne è innamorato... ovviamente il mega critico nemmeno sa che io esista, perchè altrimenti, penso io, se davvero fosse rimasto folgorato dalle mie opere magari mi avrebbe contattato, non sono poi così difficile da trovare in fondo.
Sono diventata stronza, tutti questi tentativi di lucrare alle spalle degli artisti o di chi crede di esserlo mi ha fatto venire la bile, e smascherare certi meccanismi è diventato quasi un gioco. Stamani ho investigato un po' e sono andata a vedere il materiale sugli eventi importantissimi passati ai quali volevano partecipassi, e come pensavo tanto fumo e niente arrosto... un bellissimo allestimento dove la maggior parte delle opere erano penose. Vogliamo parlare della giuria del concorso al quale mi hanno invitata? Praticamente io mammeta e tu.
Ovviamente la puttana è il giurato di spicco, poi pinco e pallino della ditta organizzatrice ed un paio di galleristi, dei quali uno non aggiorna il sito della propria galleria da 3 anni e l'altro tiene qualche nome famoso in vendita ma poi mangia sui disgraziati come me che pagano per esporre.
Insomma, il solito schifo.
Ma torniamo alla puttana e al perché di questo epiteto.
Viene da chiedersi perchè uno che in fin dei conti ha una certa cultura ed una certa reputazione come critico si presti a certi teatrini, e la risposta è una sola: SOLDI.
Perchè i soldi evidentemente non bastano mai.

sabato 6 febbraio 2016

Restyling del sito web

In questi ultimi dieci giorni più che dipingere ho lavorato al restyling del mio sito web, che con fatica ma tanta soddisfazione ho imparato a creare da sola.
Quindi questo post è solo per invitarvi a farci un giro e a non rendere vana tutta la mia fatica!
Aspetto i vostri commenti e i vostri consigli.

mercoledì 27 gennaio 2016

Scambio di opinioni

Ieri dal modulo di contatto del mio sito è arrivato un messaggio da una persona che si è presa la briga di scrivermi ciò che pensava. Sono contenta innanzitutto che qualcuno abbia visitato con attenzione le mie opere, abbia votato il mio sito dando il massimo del punteggio possibile e soprattutto che si sia preso cinque minuti per comunicarmi il suo pensiero.

"Ciao Monica ti ho letto su Quag. Sei molto brava tecnicamente ma permettimi di dirti che immagino difficile trovare persone che nella propria casa appendano quadri con quei volti. Capisco che se li fai è ciò che ti piace ma a volte è bello sapere anche di piacere. Prendilo come un mio modesto consiglio. In bocca al lupo."



"Buongiorno ********,
innanzitutto grazie per aver dedicato tempo a visitare il mio sito e per avermi scritto.
La mia risposta è molto semplice, se tutti gli artisti che hanno cambiato la storia dell’arte si fossero limitati a dipingere ciò che voleva la massa saremmo ancora al medioevo. Io non pretendo di cambiare la storia, ma nemmeno di adattare la mia produzione artistica al gusto della maggior parte delle persone. L’arte non è arredamento puro e semplice, e comunque bisogna proporre fermamente ciò in cui si crede e provare a far "crescere" artisticamente coloro che sono abituati solo ad un tipo di arte molto tradizionale.
Un caro saluto"

lunedì 25 gennaio 2016

Visibilità a tutti i costi?

Giunge un momento in cui ti rendi conto che non puoi volere la visibilità a tutti i costi.
Per un artista essere visibili è fondamentale e bisogna fare tutto ciò che è in nostro potere per ottenere questo, ma tutto ha un limite.
Ovviamente in questo post parlo di chi vuole fare l'artista per professione come me e non solo dipingere in eremitica e beata solitudine.
Di limiti già ce ne sono assai e sono imposti dal mercato, dalle amicizie che contano ( se non le hai auguri!) dalla disponibilità finanziaria, dalla salute che ti permette di darti da fare, dalla capacità imprenditoriale dell'artista stesso (ovvio che quelli che ce l'hanno sono favoriti) e da mille altri fattori tra i quali anche l'anelata botta di culo che non a tutti capita. Quindi uno si domanda se oltre a tutti i limiti imposti dall'esterno dobbiamo imporcene anche noi... la risposta è SI!
Perchè una visibilità a tutti i costi può risultare deleteria se ci esponiamo nel modo sbagliato.
E questo lo dico oggi, a 45anni, dopo una marea di errori fatti anche recentemente...perchè restare impigliati nella ragnatela è facile, soprattutto se abbiamo voglia di affermare la nostra arte e di farla conoscere al mondo intero. Perchè lo dico oggi? Perchè proprio oggi ero quasi caduta nuovamente nella trappola. Ma andiamo per gradi.
Premetto che sono attivissima a livello di socialnetwork perchè mi piace e perchè sono gratuiti, anche se lasciano molto il tempo che trovano, non è facile vendere quadri tramite i social come si può pensare, checché se ne dica...o almeno a me non capita, forse  sono convinta di essere brava e non lo sono, o forse la massa non è sufficientemente educata all'arte e difficilmente spende per comprare un quadro da un artista visto su twitter o pinterest...troppi forse e troppi ma. Sta di fatto che ogni tanto parto alla volta di qualche nuova idea on line ma che raramente ne ottengo un ritorno effettivo, ma non è di questo che voglio parlare oggi. 
Il discoro era iniziato solo per dire che  cerco la visibilità in ogni modo possibile soprattutto se gratuito, volendo però dare la mia impronta, bene o male sui miei vari profili, che sono gestiti da me, si trova ciò che io voglio che si veda, le amicizie le scelgo io, il blog, il sito o il profilo sono personali e hanno un filo logico e conduttore.
Oggi invece mi è stata fatta una proposta editoriale collettiva, un libro d'arte insieme ad altri 12 artisti. La signora al telefono era gentile e sapeva fare il suo mestiere. Il prezzo era onesto ed io ero molto tentata. Poi per fortuna, memore dei cataloghi delle mostre cui ho partecipato ho detto ALT. 
Ho chiesto alla signora che mi mandasse un esempio dell'opera per vedere il livello artistico dei partecipanti e qui è cascato l'asino: mi è arrivato un file pdf con opere degne di un corso amatoriale per principianti... capisco che per lavorare si fa di tutto ma questo spacciare per il mondo arte di scarsissima qualità è deleterio per tutti! Deleterio per i poveri disgraziati che vengono esposti al dileggio di chi sa cosa voglia dire dipingere e deleterio per i fruitori cui viene fatto credere che certe croste siano opere d'arte.

E' GIUNTO IL MOMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA DI QUELLO CHE VALGO,  LE MIE OPERE POSSONO NON PIACERE MA OGGETTIVAMENTE CREDO CHE SIANO DI UN LIVELLO PROFESSIONALE, E NON DESIDERO PIU' FAR PARTE DI MOSTRE, CATALOGHI E SIMILI DOVE IL LIVELLO SIA INFERIORE AL MIO.
Se ti esponi con i dilettanti sei un dilettante, questo è il punto. Che pubblicità ne viene a me? Che immagine do di me stessa?
Credo che le false modestie debbano andare a farsi benedire. So qual'è il mio valore e non voglio più mettermi in situazioni dove questo venga pregiudicato.
Quindi ben venga la visibilità ma non a tutti i costi.
Non vale in arte il detto "purchè se ne parli", perchè se intorno a te si parla di merda  il puzzo ti resta attaccato addosso, quindi l'unica è prendere le distanze.

mercoledì 20 gennaio 2016

Max Musa lega le sue parole ai miei quadri

From " Free Thoughts " by Max Musa
La pendola scandisce la mezzanotte. Mi guardo allo specchio... occhiaie profonde segnano il mio volto, e un trucco pesante racconta di una serata di villani bagordi.
Il suono si propaga per la stanza facendo vibrare i bicchieri nel pensile del mobile bar; dodici rintocchi che raccontano la storia infinita dell’uomo che vuole ad ogni costo misurare il tempo. 
Ho sempre creduto con fermezza che il tempo appartenga solo a chi non ne afferra il concetto distruttivo. Solo gli esseri umani sono destinati a vivere senza la libertà data dal conoscere il tempo. Per possedere il tempo bisogna farne parte e annullarsi in esso, come fanno le altre creature di questo pianeta. Prendere atto che il tempo esiste è una consapevolezza che spesso conduce all’autodistruzione. Io sono la Dea dei colori, ma avverto comunque lo stretto giogo dato dal tempo che passa. Mi sento trascinare in una corsa della quale non posso sostenere la cadenza. Stringo forte tra le mani la tavolozza dei colori e mi rimetto in rotta verso l’infinito. In questo momento anche il  Dio antropofago che tutto divora, e niente comprende... dovrà attendere. (tratto e riadattato da "Viaggi del mio Alter ego" di Max Musa)

From " Free Thoughts " by Max Musa 
La verità delle mani(Titolo)

Quando voglio stabilire il contatto con la fredda concretezza delle cose, gioco ad osservare le mie mani. 
Intreccio le dita come fossero rami che chiedono gli uni agli altri la forza che negli anni è andata scivolando via. 
Un modo infantile per trovare la forza...  la forza di non mentire a me stessa. Immagino la mia vita come una casa: un rustico basso, ad un solo piano, circondato e protetto da sabbie mobili e piante carnivore dormienti. 
Il tetto è a due falde, spioventi e diseguali, irte di spine adunche. L'intonaco è rosso vivo, disposto su due livelli leggermente sfalsati. 
All'interno una zona giorno composta da un mastodontica sala in pietra a vista, un atrio quadrato ornato da tre aperture a sesto acuto, due delle quali conducono rispettivamente alla sala dei pensieri e alla stanza dei ricordi. L’altra a destra, attraverso una ripida scaletta in legno di quattro gradini, immette alla sala delle tele, qui, su di uno stretto corridoio, sono appesi i miei quadri, le mie memorie policromatiche... la mia vita. 
Ogni cosa in questa casa è caos che si fa armonia, approssimazione  che si fa dettaglio, colore che racconta storie. Osservo di nuovo le mie mani... esse sono dapertutto. 
La mia identità alberga i miei palmi, si avvita sulle nocche e sgorga dai miei polpastrelli... io sono le mie mani. 
Chi non comprende queste parole, non comprende l'arte, che dalle mani trae vita...  e nelle mani muore. Non mento più a me stessa ormai... le mani sono la mia verità ora. 
Le osservo ancora; esse mi indicano sempre la via... quella che conduce alla mia anima.

lunedì 18 gennaio 2016

Pensieri sparsi

(18/01/2016)

Questo post andrà formandosi a ruota libera, un po' assurdo, senza capo né coda e senza scopo, incompleto e svagato, sarà lo specchio di come mi sento in questi giorni.
I pensieri arrivano e se ne vanno così veloci che spesso non ho voglia nemmeno di fissarli. Sono giorni che mi dico di scrivere due righe su questo blog, di parlare un po' di me, del mio stato attuale di persona e di artista ma non ho mai trovato né il tempo né la voglia. Oggi, reduce da giorni che hanno interrotto la mia routine pittorica e che mi hanno prosciugato energeticamente, mi sono messa al computer a sistemare un po' di cose, ed ho pensato di fare un post un po' a ruota libera.
Il 2015 è stato un anno molto intenso a livello artistico, ho dipinto molto, partecipato a mostre e concorsi, ho incontrato finalmente una gallerista che crede nel mio lavoro, ho allestito una personale permanente in un locale fantastico...insomma ho macinato colore e idee e in questi giorni che mi sono fermata mi è crollata addosso tutta la stanchezza e tutti i dubbi che periodicamente mi assalgono.
La fine dell'anno porta sempre a fare dei bilanci e viene da porsi la domanda se quella che si percorre sia la strada giusta o meno, se ciò che facciamo trovi un giusto riconoscimento, se vogliamo continuare a percorrere una via o se vogliamo cambiarla... Oggi pensavo di dipingere, poi ho sentito che non avevo l'energia giusta, che avrei potuto rovinare un lavoro iniziato bene ed ho preferito rimanere ferma un altro paio di giorni.
A volte mi chiedo a cosa serva tutto ciò, questo correre, questo creare come una forsennata... nei periodi di stanca tutto è fatica, e non mi riferisco alla realizzazione delle opere ma soprattutto al lavoro di promozione che viene insieme ad esse, quella promozione che è necessaria se si vuole dipingere come professionisti e non solo come passatempo; forse è quello che mi pesa, che mi stanca... quel dovermi occupare di cose che mi portano via forza e che danno scarso frutto, è quel tentare di ragionare in modo creativamente pratico che mi sfibra, è quella lotta continua contro la Monica che vorrebbe pensare a dipingere senza preoccuparsi del concreto mercato dell'arte, un mondo in cui non mi trovo e non mi riconosco. Oltre a questo non sono solo un'artista, e da persona devo affrontare anche cose che esulano ovviamente dalla pittura ma che portano via moltissimo tempo ed energia, cose pratiche che tutti affrontano ma che non tutti hanno la capacità di assorbire allo stesso modo. 
Talvolta mi sembra di essere una spugna che si gonfia con una sola goccia di acqua, mi saturo immediatamente e non c'è posto per tutto ciò che arriva dalla vita.

Gusto in caduta libera

(19/01/2016)

Ma sì, certo livelliamo sempre di più il gusto artistico verso il basso… Fioriscono portali in cui si invita a vendere le proprie opere d’arte, portali nei quali non c’è un minimo di selezione. Cani e porci sono invitati a mettere in mostra le proprie schifezze, e non parlo in modo saccente o da persona che si sente superiore, parlo da professionista che dipinge da anni e che si è laureata in pittura. Vedo sempre più quadri che sono croste senza un minimo di tecnica o di decenza, persone che si improvvisano artiste e che credono di aver realizzato opere d’arte invece di semplici quadri a livello hobbistico. Credo che dobbiamo dire basta, chi fa l’artista di professione dovrebbe smettere di sottostare a certi meccanismi. Basta mettersi in mostra con dilettanti allo sbaraglio, basta pagare € 50 solo per far vedere un’opera e partecipare eventualmente ad un concorso… tutto ciò è uno schifo. L’arte dovrebbe elevare le persone, invece adesso tutti si credono artisti, alla prima te la imbrattata si crede di poterla vendere on-line… Sono stufa di tutto questo, stufa marcia. 


mercoledì 13 gennaio 2016

Hanky Panky #Arte360°

Siamo in provincia, ma non siamo provinciali #art360°


Monica Spicciani e Federico Bocciardi (Barman e proprietario di Hanky Pankycon "We are family"




















Con il barman Federico Bocciardi orgogliosi di esporre “We are family”
Viva chi dice sì alle sfide portando qualità e innovazione in una piccola città ed esponendo nel proprio locale opere di non facile fruizione, in barba al conformismo e al moralismo.
Un grazie a Federico Bocciardi di Hanky Panky che ospita i miei quadri con mente aperta e senza pregiudizi, cosa rara da trovare, soprattutto nei luoghi non esplicitamente votati all'arte contemporanea.

We are family esposto da Hanky Panky a Pescia, Tuscany, Italy

Nuovo allestimento di Monica Spicciani da Hanky Panky a Pescia

Nuovo allestimento di Monica Spicciani da Hanky Panky a Pescia

Nuovo allestimento di Monica Spicciani da Hanky Panky a Pescia, il trittico Non vedo-Non sento-Ma parlo

Nuovo allestimento opere di Monica Spicciani da Hanky Panky a Pescia

martedì 1 dicembre 2015

Like Giuditta in Collaborazione con Onart Gallery di Firenze

Mostra ONSPOT

Giuditta “La dolcezza che affascina e il piacere che uccide”

Mostra a Villa Baruchello 

Via Belvedere
63018 PORTO SANT’ELPIDIO (FM) 
Like Giuditta, 100x120 olio su tela 2015

Dal 19 dicembre 2015 al 19 gennaio 2016 

Parteciperò con la mia opera "Like Giuditta" 

Perchè "Like Giuditta"? Perchè mai come oggi la figura di Giuditta ci appare attuale,una donna che decide, che diventa padrona della sua vita e non si sottomette al volere maschile.
Nella mia opera non ho voluto dare risalto ai particolari macabri della vicenda mostrando la testa mozzata di Oloferne o ad una contestualizzazione geografica definità nel tempo, ho dipinto una Giuditta che potrebbe essere chiunque ed in qualsiasi momento della storia. 
Nel realizzare quest'opera mi sono focalizzata sul momento precedente all'assassinio, sul momento in cui il braccio e la mano vibrano di tensione verso l'atto di auto-liberazione, verso la ribellione alla sottomissione psicologica, sessuale e fisica.
 

Nota curatoriale di Romina Sangiovanni di Onart Gallery - Firenze

 “La dolcezza che affascina e il piacere che uccide”
    Con questo verso Baudelaire circoscrive perfettamente la figura di Giuditta che si configura come femme fatale antica fantasia e idea moderna in questa singolare alleanza, essa è messagera del fato che aggira l'orgoglio positivista del progresso, vanifica l'azione virile nel mondo, risucchia all'indietro in quella regione dominata dai bisogni del corpo, dalla sua fragilità e dalla sua corruzione.
     Inacessibile come un idolo eppure sensuale come un fiore di carne viva, Giuditta, più di ogni altra immagine rapprersenta lo struggimento, la nostalgia e la paura che configurano l'immaginario erotico maschile. La mostra vuol mettere in luce il cambiamento che ha subito l'elaborazione della figura femminile, impersonificata simbolicamente nella Giuditta. La mostra si propone attraverso gli elaborati degli artisti , pittori , scultori, fotografi,di mettere in luce, attraverso la rappresentazione della figura femminile, le peculiarità caratteriali che si riscontrano nella figura di Giuditta: coraggio, lealtà, bellezza, forza interiore. La domanda che ci porre-mo come prima istanza: Perché la donna è sempre stata oggetto e soggetto nell' arte? A partire dalle rappresentazioni e sculture della preistoria la donna è stata rappresentata nelle sue molteplici sfaccettature: donna come madre, donna come santa, donna come diavolo, donna come amante donna come sentimento e donna come desiderio. Per il pittore, però, la donna è anzitutto forma: è il simbolo della figurazione di tutti i tempi, è l'archetipo della dimensione umana, della sua trasparente profondità, del suo glorioso intelletto, della sua perfezione assoluta, sopra ogni altra forma vivente. E' alla forma della donna, che l'artista consegna il giudizio estetico e spirituale dell'arte. La figura simbolica di Giuditta è descritta ripetutamente come una donna, bella il segno esteriore di un altro tipo di bellezza, cioè la sua fedeltà alla legge. Essa è anche una donna sapiente, che conosce e sopratutto sa interpretare la storia del suo popolo. La storia dell’arte ci insegna che tra i soggetti più rappresentati in epoca cristiana vi sono quelli tratti dai racconti della Bibbia e così la storia della Giuditta: si narra il modo in cui questa vedova ricca, bella, ma soprattutto virtuosa e timorata di Dio e per questo profondamente amata dal popolo ebraico, riuscì a salvare la propria gente dall’assedio del re assiro Oloferne. Una notte Giuditta si preparò, si vestì, bellissima, si recò assieme ad una serva presso la tenda di Oloferne, portando con sé dei doni e fingendo di voler tradire il suo popolo per consegnarlo al nemico. Oloferne le credette, la invitò al suo banchetto, bevve e si ubriacò. La invitò nelle sue stanze e Giuditta attese il momento giusto per ucciderlo tagliandogli la testa con due colpi di scimitarra. Dopo averlo ucciso, mise la testa nel cesto delle vivande e tornò, vittoriosa, presso il suo popolo.
     La vedova biblica sarà dunque qui figura della Fatalità, dal momento che ella incarna o meglio diviene il destino stesso di Oloferne.
     Molti grandi artisti realizzarono opere aventi come soggetto la storia e figura di Giuditta, perchè mette in evidenza un 'immagine che viene da lontano colei che non chiede ma decide , colei che compie con le sue mani quel delitto, Giuditta è regina del proprio desiderio. Molti artisti hanno letto in epoca successiva nella figura di Giuditta, una specie di vendetta delle donne contro gli uomini, un atteggiamento femminista e di ribellione nei confronti degli uomini prepotenti, viziosi e irrispettosi. Nel clima simboli-sta la figura di Giuditta si presta ovviamente all'esaltazione della “femme fatale” quale simbolo di quella esasperazione dell'eros che giunge a confondere i confini tra amore e morte. Essa è pure una perfetta figura del desiderio: elementi fondanti della storia sono, infatti, Amore e Morte, seduzione e castrazione, inganno mulìebre, perpetrato grazie all’arte della parola, ed insipienza virile di fronte all’avvenenza della donna.
     La mostra si propone di evidenziare le peculiarità del soggetto femminile nell'arte odierna, valutando un principio comune di cambiamento di stile, costume, configurazione della donna investita da nuovi codici culturali .


    


 






domenica 15 novembre 2015

Parigi sotto attacco

Sono tanti i pensieri che si affollano in testa, tante le emozioni. È da ieri che ci penso, e sono combattuta tra la voglia di scrivere e la voglia di tenere per me tutto questo marasma di sensazioni e rabbia.
Se mi metto a scrivere credo uscirebbe un fiume senza capo né coda, specchio di tutti i contrasti che si alternano in me, se non scrivo mi sembra di restare indifferente, di non partecipare al mondo.
Ma voglio scrivere il minimo indispensabile, preferisco comunicare col mezzo che mi è più congeniale, cioè la pittura.
La realtà è che tutti siamo indifferenti e ci svegliamo solo quando il nostro orto viene invaso dalle cavallette, se le locuste divorano i campi altrui continuiamo con la nostra vita. I morti di Parigi non sono più  importanti dei Siriani o degli Africani ma hanno più risonanza, ci rappresentano, ci fanno sentire la guerra in casa e ci fanno sentire possibili bersagli. Ogni giorno è guerra e morte, ma solo se la guerra ci arriva in casa ne siamo scossi, e tutti a mettere la bandiera francese sul proprio profilo Facebook... Allora voglio le bandiere di tutti i popoli sopraffatti dal terrorismo, voglio tutte le bandiere di chi è prigioniero, ucciso, martoriato.
Troppe cose non vanno, troppo difficile capire, accettare, sopportare. Si va avanti con la propria vita finché non siamo sfiorati dalla tragedia. Possiamo fare altrimenti?

mercoledì 14 ottobre 2015

Pesantezza e leggerezza: Dolls

Ci vuole equilibrio tra pesantezza e leggerezza.
Io aspiro alla leggerezza perchè di pesantezza ne ho fin troppa e devo riuscire a bilanciarla.
Anche in ARTE questa altalena la fa da padrona, alterno quadri opprimenti a quadri leggeri, cercando un compromesso che mi dia un po' di pace.
Ultimamente ho realizzato alcuni quadri della serie #Dolls accusati giustamente di essere inquietanti, e sono contenta, perchè questo volevo; dovevano iquietare, muovere emozioni forti, quali esse fossero.
"Bambola smontata" 50x80 olio su tela 2015
"Bambola smontata" 50x80 olio su tela 2015

Ho realizzato nella stessa serie un quadro intitolato "We are family" nel quale uso ironicamente delle Barbie come modelle per dire cosa penso sulla famiglia e sulla libertà di amare chi vogliamo.
"We are family" 100x120 olio su tela 2015


Infine ho dato sfogo a tutta la leggerezza possibile facendo una sessione fotografica per realizzare altre opere della serie #Dolls ma che mettessero allegria, che fossero divertenti, leggere, e per fare questo ho chiesto aiuto alla mia cara amica Samantha, la quale si è sottoposta a oltre un'ora di trucco preparatorio allo scopo di ottenere degli scatti fotografici idonei alla realizzazione delle mie opere.
Ho realizzato un piccolo video per commemorare questo momento in cui lo ammetto, ci siamo molto divertite.

venerdì 9 ottobre 2015

HANKY PANKY Food, Drink & Art ovvero la decontestualizzazione dell'arte.

Una immediata sintonia con Federico Bocciardi, gestore del locale Hanky Panky e barman pluripremiato, ha portato a questo connubio tra arte, cibo e drinks di cui sono molto orgogliosa.
Abbiamo creato un buon cocktail mixando le gioie del palato offerte dal locale e i piaceri della vista ( almeno spero!!!) offerti dai miei quadri. 
L'idea non è nuova,  ma ciò che spero faccia la differenza è l'unione tra la piacevolezza di un locale elegante ma informale e le mie opere pittoriche, che spaziano nelle varie tematiche da me affrontate in questi anni e che verranno esposte a rotazione in modo da rendere la mostra sempre dinamica e rinnovata.
Quindi non vi resta che farci un giro.
A questo LINK tutte le foto.
In fondo al post potrete invece vedere il video!







domenica 13 settembre 2015

Vernissage mon amour


 Ed eccomi qua a tirare le fila dell'inaugurazione di ieri de "L'evoluzione del ritratto" a Firenze da Onart Gallery.
Mi ritengo soddisfatta sia a livello artistico che umano. 
La location è bellissima, in centro a Firenze, e le sale, in cui  si respira la storia, sono molto belle e accoglienti.
Romina Sangiovanni, la curatrice, è una persona piacevolissima con la quale mi sono trovata subito in sintonia. 
Nel pomeriggio di ieri ho avuto l'occasione di conoscere alcuni artisti con cui espongo, i quali si sono rivelati persone deliziose con cui è stato un vero piacere scambiare idee sulla mostra e sull'arte in genere.
Un ringraziamento a Luigi Vescovini che ha scattato fotografie tutto il pomeriggio con la sua consueta attenzione e sensibilità, foto che ho raccolto in un album e che potete vedere a questo LINK oppure nella slideshow in fondo al post.


Mostra da Onart Gallery  Firenze "L'evoluzione del ritratto"


La mostra rimarrà aperta fino al 9 ottobre 2015, da Onart Gallery, in via della Pergola 61/r a Firenze.



Mostra da Onart Gallery  Firenze "L'evoluzione del ritratto"


sabato 5 settembre 2015

Inaugurazioni mostre del 12 settembre 2015

Il 12 settembre alle ore 18.00 inaugureranno due mostre a cui partecipo, una a Genova presso Satura Art Gallery ed una a Firenze presso Onart Gallery.


Ecco qua le locandine degli eventi.

Sarò presente personalmente all'inaugurazione a Firenze, se vorrete intervenire sarà un'occasione per scambiare opinioni dal vivo.













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