"Cappellaia Lisboeta", i pensieri di Lidice in merito


 Un nuovo commento alla mia pittura da parte dell'amico e scrittore M.G. in arte Lidice, un osservatore attento, intelligente e generoso.



"La forza e la tenerezza miscelate così bene fanno in modo di attrarre il nostro sguardo. Forse è per questo che “La cappellaia” ha un bel successo nei visitatori dei dipinti di Monica Spicciani. Ci prende subito senza mediazioni e ci invita a riflettere, come sempre d'altronde riescono a fare le opere della pittrice.


Gli stili sembrano mescolati con sapienza con un modernismo moderato che non riesce a prendere il sopravvento sui significati. In primo piano il naif esaltatore di colori e lo sfondo in altro stile che riproduce quella specie di ossimoro costante. Forza e tenerezza.


Ci spinge verso la fantasia e sullo sguardo della donna, sia pure abbassato indica un' importanza, un interesse gioioso. Il cappello e la centralità del fiore fanno apparire le idee che circolano in quella testa festante. Il corpo invece è quasi maschile con i muscoli in bella evidenza che danno il senso di una robusta volontà. L'immagine attrae in modo completo rimandando a una serenità finalmente raggiunta, ma dopo tanta fatica. Nonostante questo non lo riterrei un quadro consolante come un arrivo, ha qualcosa a che fare con il viaggio e la sua continuazione. Forse una sosta, una stazione in cui l'artista intende riprender fiato, mantenendo però tutta la carica ancora non esaurita della voglia di ripartire. Seguire la pittrice è un po' questo essendo una soddisfazione vederla viaggiare."