Intervista a TVL di Pistoia del 12 dicembre 2014

Un grazie alle conduttrici Diletta Severi e Paola Bardelli per questo breve ma divertente momento di visibilità. Un'esperienza simpatica a cui ho partecipato volentieri.

Inaugurazione dello SmArt Contest di Anime Accorte a Sannicadro - Bari

Sulle note dell'incantevole Carolina Bubbico, una meravigliosa serata ha inaugurato la mostra della prima edizione di Anime AcCorte SmART Contest. Gli organizzatori invitano a visitare le scuderie del castello di Sannicandro di Bari e apprezzare le opere selezionate da una giuria validissima.
Aperti ogni giorno dalle 19 alle 21, eccezionalmente ogni sabato e domenica dalle 11 alle 13.
Un luogo bellissimo ed un allestimento curato che onora le opere di chi vi partecipa, un peccato non essere stata presente di persona.
A questo link la presentazione fotografica a cura di Ugo Borganzoni.

arte contest



Mostra collettiva del Contest "Anime Accorte" al Castello Svevo di Sannicadro di Bari

"Gentile Monica Spicciani,

a seguito della procedura di selezione avvenuta in data 30.11.2014, siamo lieti di avvisarla che la sua opera dal titolo : "Due Vecchi in sala d'aspetto"  è stata selezionata per partecipare alla mostra collettiva Anime AcCorte Smart Contest che si terrà dal 12.12.2014 al 21.12.2014, nel prestigioso Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari."

Anime AcCorte presenta la prima edizione di Anime AcCorte smART Contest, http://animeaccorte.com/bando_smartcontest/
concorso d’arte, finalizzato alla promozione e alla valorizzazione di artisti in cerca di spazi dove poter esprimere la propria creatività. Il contest ha come soggetto l’elaborazione del tema “I Territori dell’Anima”.
Gli artisti selezionati parteciperanno ad una esposizione collettiva presso il prestigioso Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari dal 12/12/2014 al 21/12/2014, data in cui si terrà la premiazione.

Il giorno di inaugurazione 12/12/2014 della mostra vi sarà un concerto di Carolina Bubbico Giovane pianista, cantante, compositrice, musicista Leccese con il suo show One Girl Band http://www.carolinabubbico.it/


Ospite con i miei quadri a TVL il 12 dicembre 2014

Venerdì 12 dicembre, alle ore 1,30 sarò ospite in diretta con alcuni dei miei ultimi quadri  per una breve intervista a Senza Chiedere Permesso su TVL a Pistoia.

Il talk show settimanale condotto da Diletta Severi e Paola Bardelli si occupa prevalentemente del mondo dello spettacolo e di temi culturali e sociali a livello regionale.

Sarà possibile vedere la diretta in streaming sul sito della TV a questo link ed in replica il Sabato alle 9,30. Chi abita in Toscana può sintonizzarsi sul canale 11 del digitale terrestre.
Nei giorni seguenti la puntata sarà comunque visibile su questa pagina web.


SENZA CHIEDERE PERMESSO:
Talk show in diretta tutto al femminile, condotto da Paola Bardelli e Diletta Severi. ogni settimana ospiti del salotto personaggi del modo dello spettacolo, della cultura e ampio spazio alle inizative di carattere sociale.
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Talk show in diretta tutto al femminile, condotto da Paola Bardelli e Diletta Severi. ogni settimana ospiti del salotto personaggi del modo dello spettacolo, della cultura e ampio spazio alle inizative di carattere sociale.

IN DIRETTA: Venerdì ore 17.30 – Sabato ore 09.30 (R)
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SENZA CHIEDERE PERMESSO:
Talk show in diretta tutto al femminile, condotto da Paola Bardelli e Diletta Severi. ogni settimana ospiti del salotto personaggi del modo dello spettacolo, della cultura e ampio spazio alle inizative di carattere sociale.

IN DIRETTA: Venerdì ore 17.30 – Sabato ore 09.30 (R)
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Oggi In TV

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  • SENZA CHIEDERE PERMESSO   Torna il salotto del venerdì pomeriggio di TVL.  Con Paola Bardelli e  Diletta Severi.  
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Devi soffrire

Se sei un artista, se quando ti siedi al cavalletto lo fai perché ne hai urgenza, se è vitale per te dipingere e non è un modo  per passare il tempo, se hai la febbre dentro, allora quel bisogno, quel desiderio di essere riconosciuto e apprezzato, è costante.
Se dipingere non ti basta per te stesso, se hai bisogno che gli altri ricevano il messaggio che tu mandi mediante il tuo disegno, i tuoi colori, se non ti basta sapere che dipingi e vuoi che gli altri vedano e capiscano, allora sei destinato a soffrire.
Dipingere non è un lavoro come un altro, fa parte della tua vita stessa, e il fatto che tu ne voglia comunque fare anche un lavoro non lo relega a semplice mezzo di  sostentamento. È molto di più.   
È un accumulo di energie, di esteriorizzazioni, è un accumulo anche fisico di tele di quadri, e dopo che li hai creati e ti sei distaccato da loro mentalmente vorresti venderli, perché l'unico modo per capire che gli altri ti apprezzano è quello, venderli! Sapere che c'è chi è disposto a pagare per avere una tua opera. E quando i quadri si accumulano e tu continui a farne di nuovi inizi quasi a provare rabbia verso quei figli che non sono usciti di casa, che continuano a star lì a prendere posto, a togliere spazio alle nuove idee, alle cose nuove che sgorgano da te. E arrivi persino a bruciarli i tuoi quadri,per protesta, a smontare le tele e riutilizzare i telai, , perchè le tele arrotolate prendono meno spazio, perché ciò che è stato un anno fa non è più e doveva prendere la sua strada e non l'ha presa. Questi pensieri possono sembrare deliranti, ma non lo sono, sono solo l'espressione di una sofferenza quasi fisica di chi dipinge ogni giorno, di chi ne fa un mestiere, un lavoro non retribuito ma non per questo preso meno sul serio, di chi vorrebbe vedere queste creature prendere la loro strada, andarsene, essere pagate per l'emozione che suscitano.
Perché all'arte non si da il giusto valore, si spendono soldi per comprare oggetti in serie con sopra una firma che è solo uno status symbol, mentre non si trovano i soldi per comprare un quadro da mettere in casa, ci si accontenta piuttosto di stampe dozzinali giusto per riempire le pareti.
Perché sembra troppo spendere dieci euro per vedere una mostra ma venti per una pizza vanno bene, perché tutti dobbiamo avere l'ultimo modello del cellulare con il quale cliccare “mi piace” sulle foto degli artisti ma poi non siamo disposti a spendere un minimo per avere un quadro vero da gustare dal vivo.
Per tutti questi motivi caro artista, e lo dico anche a me stessa, sappi che soffrirai.


Vernissage "Quello che vedo" a L'Artificio a Lucca

Ieri ha avuto luogo il vernissage della mia mostra "Quello che vedo" presso L'artificio
di Roberto Puccini, il tutto organizzato impeccabilmente dal gallerista e dalla presidentessa Oriana Rispoli dell'Associazione culturale Nuove Tendenze di Lucca.
E' stata una splendida giornata allietata anche dall'intervento musicale della violinista Dinorah Abela.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni (domeniche escluse) per il mese di Ottobre 2014.
Un grazie ai numerosi intervenuti.

A questo LINK tutte le foto dell'evento.

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Partecipazione all'Asta al Museo Marino Marini di Pistoia, 10 Ottobre 2014

Inaugurazione Mostra 8 ottobre 2014 ore 18,00.

Battitura Asta 10 ottobre ore 21,00.

Saletta espositiva Museo Marino Marini, corso Silvano Fedi, 30 Pistoia.

L'Asta è organizzata dall’Associazione Tecnici Volontari della Radiologia di Pistoia e dalla Croce Rossa Comitato Locale Piana Pistoiese. L’iniziativa è finalizzata all’acquisto di un
costoso macchinario con cui poter eseguire radiografie a domicilio in maniera gratuita.
Un ringraziamento particolare va al Museo Marino Marini, che ospita gratuitamente la mostra e l’asta, e alla Brigata del Leoncino per la sua fattiva collaborazione. L’asta sarà battuta, come quella dello scorso anno, da Maurizio Tuci.
Per l'occasione ho donato il dipinto "Placidamente risolve", tecnica mista su tavola.

Una mia Esternazione per la copertina del Libro "Universi sonori"

immagine di Monica Spicciani
Continua la collaborazione con "Nuove tendenze".
Il direttore artistico dell'Associazione Oriana Rispoli ha scelto una mia Esternazione per realizzare la copertina del libro "Universi Sonori" (Dialoghi sulla musica dei nostri tempi) di Anna Laura Longo e Federica Nardacci.
Ancora un'occasione in cui le diverse arti si intrecciano dando origine a collaborazioni professionali e amichevoli al tempo stesso.

"Quello che vedo" - Mostre - Lucca



 

QUELLO CHE VEDO”
Le opere della pittrice Monica Spicciani in mostra all’Artificio




Grazie all’iniziativa congiunta dell’Associazione culturale Nuove Tendenze e della bottega “L’Artificio” di Roberto Puccini s’inaugura, venerdì 26 settembre alle 18.00 in Corso Garibaldi 129 a Lucca, la mostra personale della pittrice Monica Spicciani, che presenta tre dei suoi progetti più recenti: “Quello che vedo” , “Donne in pezzi” ed “Esternazioni su carta”.
Inserita nel calendario del Settembre lucchese, l’iniziativa intende fare conoscere nella nostra città un’artista dalla personalità ormai consolidata che, pur nell’estrema modernità dello stile recupera volentieri, in taluni contesti, elementi della tradizione pittorica classica, dipingendo non soltanto su tela e su carta, ma anche su tavola e utilizzando – è proprio questo il caso delle “Donne in pezzi” – la foglia d’oro per ‘incorniciare’ dettagli di volti femminili di forte realismo e intensità espressiva. Scrive Angela Rosi: «Donne in pezzi è una splendida galleria di immagini, emozioni, vissuti e rivelazioni, culmine di un lungo percorso artistico che coglie la potenza e l’essenza del femminile profondo con uno sguardo acuto, indagatore e intransigente».
Monica Spicciani si laurea all’Accademia di Belle Arti di Firenze e incomincia dall’inizio degli anni Novanta ad essere invitata in diversi contesti, con mostre personali e collettive, sul territorio toscano. Attratta allo stesso tempo dal figurativo e dall’astratto, indirizza la sua ricerca artistica verso forme e oggetti del contemporaneo: nel figurativo, cogliendo incisivamente dettagli anche minimi nella sfera del quotidiano – che si tratti di esseri umani o di cose –; nell’astratto, giocando sul colore pieno, talvolta materico, che riempie l’intera superficie della tela creando molteplici dinamiche cromatiche.
Al vernissage del 26 settembre nella bottega l’Artificio sarà possibile per il pubblico conoscere e confrontarsi direttamente con l’artista toscana. La serata verrà inoltre movimentata dalla presenza della violinista Dinorah Abela del noto gruppo musicale lucchese “Progetto in la minore”.
Oltre all'attività puramente pittorica di Monica Spicciani, l’Artificio esporrà fino al 25 ottobre anche oggetti d’arte più particolari, quali gioielli in terracotta, sedie e tavoli dipinti sempre in linea con lo stile dell'artista.





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Quello che vedo
Mostra personale della pittrice Monica Spicciani
A cura dell’Associazione culturale Nuove Tendenze e de “l’Artificio” di Roberto Puccini
Dal 26 settembre al 25 ottobre 2014
Corso Garibaldi, 129 – Lucca
Ingresso libero


Cell.: 338 6995438

"QUELLO CHE VEDO" Mostra AL SETTEMBRE LUCCHESE 2014

26 settembre/18 ottobre 2014
DONNE IN PEZZI E QUELLO CHE VEDO
Progetti pittorici dell’artista Monica Spicciani
Organizzati dall’Associazione culturale Nuove Tendenze
info: monicaspicciani@gmail.com
Lucca, Corso Garibaldi 129 - L’Artificio

Alle ore 18.00 sarò presente per incontrare gli intervenuti alla mostra e per brindare insieme all'arte, saremo allietati dalla musica della bravissima violinista Dinorah Abela.

 

 

BRUCIARE L'ARTE - Video


Un quadro appena tornato da un'esposizione sacrificato per dare un messaggio forte, per richiamare l'attenzione sull'indifferenza verso l'arte, per dire che l'Art System è un baraccone dove si entra per conoscenza e solo se si hanno somme di denaro ingenti da investire.
L'arte non viene valorizzata, si comprano stampe seriali per "abbellire" la casa, non si va alle mostre, non si può esporre se non si entra nelle grazie dei galleristi o degli addetti alla cultura presenti sul territorio, non ci si può permettere una mostra in una Galleria d'Arte a meno che non si sia disposti a spendere migliaia di euro, per partecipare ad una fiera artistica occorrono centinaia di euro solo per esporre un opera.
So che questo mio gesto rimarrà comunque nell'ombra e che non servirà a nulla ma ho dovuto farlo, ho voluto esprimere con i fatti la mia rabbia. Ho bruciato uno dei miei quadri ponderando la cosa, non è una pazzia del momento, bensì un'azione meditata e fredda dettata da una passione invece calda e fremente: l'ARTE!

"Cappellaia Lisboeta", i pensieri di Lidice in merito


 Un nuovo commento alla mia pittura da parte dell'amico e scrittore M.G. in arte Lidice, un osservatore attento, intelligente e generoso.



"La forza e la tenerezza miscelate così bene fanno in modo di attrarre il nostro sguardo. Forse è per questo che “La cappellaia” ha un bel successo nei visitatori dei dipinti di Monica Spicciani. Ci prende subito senza mediazioni e ci invita a riflettere, come sempre d'altronde riescono a fare le opere della pittrice.


Gli stili sembrano mescolati con sapienza con un modernismo moderato che non riesce a prendere il sopravvento sui significati. In primo piano il naif esaltatore di colori e lo sfondo in altro stile che riproduce quella specie di ossimoro costante. Forza e tenerezza.


Ci spinge verso la fantasia e sullo sguardo della donna, sia pure abbassato indica un' importanza, un interesse gioioso. Il cappello e la centralità del fiore fanno apparire le idee che circolano in quella testa festante. Il corpo invece è quasi maschile con i muscoli in bella evidenza che danno il senso di una robusta volontà. L'immagine attrae in modo completo rimandando a una serenità finalmente raggiunta, ma dopo tanta fatica. Nonostante questo non lo riterrei un quadro consolante come un arrivo, ha qualcosa a che fare con il viaggio e la sua continuazione. Forse una sosta, una stazione in cui l'artista intende riprender fiato, mantenendo però tutta la carica ancora non esaurita della voglia di ripartire. Seguire la pittrice è un po' questo essendo una soddisfazione vederla viaggiare."

Incontri tra artisti

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Stamani è venuto al mio studio Tiberio Zucchini, fotografo di Ferrara conosciuto tramite il web, sta realizzando un progetto fotografico che ha per soggetto gli atelier di vari artisti.
Sono stata contattata qualche mese fa ed è stato un piacere per me prestarmi a questa collaborazione che è stata anche  l'occasione per conoscere un bravo Fotografo ed una persona piacevole.
Non appena le sue fotografie saranno pronte le pubblicherò su questo blog...confesso che sono molto curiosa!
Per chi volesse vedere qualcosa di Tiberio ecco qui due link ai suoi lavori:

Tormenti artistici

Le crisi artistiche si susseguono, penso di non averne mai avute così tante e in modo ravvicinato, forse perchè non  mi ero mai presa davvero il tempo di coltivare così tanto sul serio la mia attività pittorica come adesso.
In discussione non c'è il SE continuare a dipingere ma il COME.
Negli ultimi anni mi sono concentrata prima sulla tecnica con "donne in pezzi", poi sull'espressività con il progetto "esternazioni", mi sono dunque dedicata a "NoTabù" fondendo la libertà espressiva acquisita con l'astratto alla voglia di rottura rispetto ai temi da sempre affrontati. Infine "quello che vedo #quellochevivo", l'ultimo progetto che dopo pochi mesi ma molti quadri comincia già a starmi stretto.
E' energeticamente devastante questa soddisfazione che dura un lampo e che finisce inevitabilmente per scadere nella frustrazione.
Una ricerca continua che apparentemente sembra approdare ad un percorso definito e che invece mi riporta ad un punto morto, una strada senza sfondo.
Passato poco tempo guardo i miei quadri e non li riconosco più, diventano estranei, avverto in loro una mancanza di autenticità che al momento della creazione mi pareva ci fosse ma che non riconosco più.
E' come se fossi alla ricerca continua di qualcosa e questa ricerca mi porta a mutare velocemente mentre i quadri restano lì, fermi a ciò che è già passato e non mi rispecchiano più. Eppure in fin dei conti mi pare di essere sempre la stessa, apparentemente tutte queste mutazioni non le avverto, ma poi mi trovo di fronte ad un quadro fatto un mese fa e non lo sento già più aderente alla mia persona.
Mi pare di essere in una gabbia.

Alla fine siamo noi che costruiamo le nostre prigioni allo scopo di proteggerci ma l'unico risultato che otteniamo è quello di soffocarci da soli, di soffocare le nostre pulsioni, la nostra creatività, la nostra vera essenza.

Questo mio rincorrere progetti nasconde forse un rincorrere ciò che non sono, un volermi dare un assetto stabile da "artista vera", perchè un artista serio ha dei percorsi ben stabiliti, dei temi, una continuità... e per cercare una continuità artistica finisco per perdere la continuità con me stessa che non ho mai sopportato vincoli e costrizioni.
Guardo i lavori di altri artisti e molti mi sembrano più maturi di me, più realizzati, più convinti di ciò che fanno. In parecchi si avverte un percorso definito e riconoscibile, una personalità ben strutturata anche dal punto di vista pittorico. Faccio il paragone con il mio lavoro e mi avverto puerile, discontinua, con uno stile pittorico in perenne mutamento non degno di un'artista professionista della mia età. A nulla valgono i commenti di chi apprezza la mia pittura, perchè se è vero che è fondamentale il riconoscimento altrui è anche fondamentale il sentirsi a posto con la propria coscienza, perchè devo crederci io per prima in ciò che faccio.
In queste ultime settimane ho rallentato un po' la mia attività artistica prendendo a pretesto una serie di incombenze personali da seguire.
E' difficile trovare la strada stando immersi nella nebbia, bisogna salire in collina per trovare il sole ed altre metafore banali mi stanno venendo in mente a tal proposito... questo rallentare è stato necessario a farmi capire ancora una volta che sto seguendo un percorso che non va più bene per ciò che voglio raggiungere.

Farmi fagocitare dalla voglia di dipingere mi allontana dalla meta che voglio raggiungere, dalla chiarezza di ciò che voglio ottenere dalle mie mani e dalla mia mente attraverso il colore.

devo resistere un po' alla voglia fisica di dipingere per fare pulizia, per togliere ciò che è in più, per ottenere un MENO più significativo.
Voglio interrompere la serie dei PROGETTI, voglio iniziare togliendomi i vincoli auto imposti e provare a vedere dove una libertà ancora maggiore mi porterà.

Nuova catalogazione dei dipinti in progress.



Cure termali - racconti semiseri di un'esperienza

L'assistente

Arrivi, è la prima volta, sai che devi fare qualcosa dall'otorino per curare una stenosi tubarica, un qualcosa di poco piacevole ma di breve durata.
All'accoglienza ti danno un numerino e ti mandano dall'assistente.
La signora, dalla faccia piuttosto stanca e provata dal clima termale,  ti imbavaglia e ti piazza davanti al getto di vapore di acqua curativa. Tu allibita protesti che sei  venuta solo per le insufflazioni tubo timpaniche. Lei ti guarda storto e ti dice: signora, prima si fa la preparazione. 10 minuti di inalazioni, 10 minuti aereosol, poi quando è il suo turno la visita dall'otorino che valuterà la situazione.
Tu guardi il numerino e vedi che per la valutazione dovrai aspettare almeno le venti persone che sono arrivate prima di te.
Ti siedi rassegnata e cominci con l'autoconvincimento di quanto il vapore farà bene al tuo viso,  a fare il training autogeno dicendoti che 20 minuti in ozio assoluto non ti uccideranno, che potrai comunque usare questo tempo per pensare.

Le bionde

Arrivano, sono due, vestite di tutto punto, biondissime, truccatissime e la prima cosa che ti chiedi è come non sia loro colato tutto dopo dieci minuti di inalazione di vapore termale.
Avranno un'età intorno ai 70, e tu, quarantenne in tuta da ginnastica, le guardi tra lo schifato e l'incuriosito pensando che non hai nulla a che fare con loro, che non sarai mai come loro.
Poi agisce il caldo, agisce il tempo, le ore passano erchè tu possa arrivare alla sedia dell'otorino. 
E tu, disperata per il calore che ti sfinisce, per la batteria del cellulare che è morta e non sai più come distrarti, ti ritrovi a chiacchierare con loro di banalità assolute, e finisci quasi per trovarle simpatiche.

La buona samaritana

Per una che viaggia con la massima a 90 le cure termali sono come una mazzata tra capo e collo.
Potevi scansarti il collasso di pressione? Ovviamente no.
Le terme, specialmente nel settore otorinolaringoiatrico, pullulano di persone anziane, alcune scatarrano altre sembrano reggere l'anima coi denti, ma l'unica che si sente male e rischia di cadere a terra sei tu, quarantenne dall'apparenza florida.
La signora ti vede sbiancare e ti accompagna solerte al bar, ti fa sedere e ti offre subito un cappuccino. 
Nel mentre che ti stai riprendendo ti ha già raccontato la storia di tutta la sua famiglia, tu per cortesia e gratitudine annuisci e cerchi di interagire, ma niente, la signora pare che ti ascolti ma in realtà, indipendentemente da cosa le dici, continua imperterrita seguendo il filo del suo discorso.
Dopo un'ora di questa pseudo conversazione ti guarda e ti dice:
Non si senta obbligata a parlare eh, se vuole fare le cose sul cellulare faccia pure! Sa anche mia figlia, che avrà più o meno la sua età, è sempre col cellulare in mano a fare chissà cosa.
Grazie signora, le dico con sollievo.

L'otorino

Io lo so cosa pensa durante questa catena di montaggio: tanti anni di studio per star qui con un caldo infernale, a sturare orecchie. 
E la capisco sa, deve essere avvilente. 
Ma deve rendersi conto che, per chi queste orecchie le ha tappate, il suo lavoro di stasatura è molto importante. 
se solo ci facesse sentire meno carne da macello potremmo anche volerle bene.

letto&detto , le mie risposte a 10 domande

Monica SpiccianiOggi sul blog della Biblioteca Comunale di Spinea (Venezia) sono stata ospite con le mie risposte alle 10 domande che vengono poste a personaggi del mondo dell'arte e della cultura.

MONICA SPICCIANI [pittrice]


1. Perché hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Perché non potevo farne a meno. Anche se per definire l’arte un mestiere bisognerebbe riuscire a guadagnarci di che vivere e spesso non è così.
Ho sempre voluto dipingere, ma prima di potermi dedicare completamente alla pittura, ho dovuto prima conseguire un diploma di ragioneria patteggiando con i miei genitori apprensivi.
2. Qual è l’aggettivo che meglio definisce la tua attività?
Libera. Anche se non sempre si riesce a conseguire la giusta e vera libertà di mente e spirito per dipingere onestamente. Spesso viene da cercare il consenso altrui, ma questa ricerca porta fuori strada da ciò che si è veramente, e la mancanza di autenticità alla fine emerge, passa attraverso la tela e arriva a chi guarda.
3. Qual è il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Ricordo quando inaugurarono la sede ristrutturata della Biblioteca della mia città, Montecatini Terme, con una mostra di Giovanni Fattori.
All’epoca cantavo in una corale di musica operistica e fummo invitati a tenere un concerto in tale occasione. La mostra era bella così come la struttura che avrebbe ospitato i libri.
4. Come definiresti la biblioteca?
Un luogo di sapere e aggregazione poco conosciuto. Sono molti i servizi che si possono trovare in biblioteca ma spesso non ci si pensa. Ho scoperto da poco la Media Library On Line e la trovo una risorsa ottima in più al classico prestito dei libri cartacei.
5. Cosa ti piace di più in una biblioteca?
Risposta banale: i libri.
6. Quale è stato il primo libro che hai letto?
Non so se è stato proprio il primo ma credo Pinocchio, in prima elementare.
7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Leggo molto per cui ho diversi libri del cuore, sul mio blog di letture commentate ho un tag che raccoglie tutti i miei preferiti, ma se devo dirne uno su tutti mi viene in mente “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi perché lo trovo semplicemente perfetto, una sintesi di forma e contenuto senza difetti a mio avviso.
8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Intanto consiglierei di leggere a prescindere.
Comunque per dirne uno consiglierei “Franny e Zoey” di Sailinger, io l’ho letto a 43 anni, ma è un romanzo adatto ai giovani per l’argomento trattato con uno stile raffinato.
Purtroppo da adolescente non ho avuto né in famiglia né a scuola qualcuno che mi consigliasse libri adatti ad una formazione letteraria decente, ho sempre letto molto ma nulla con uno spessore culturale significativo fino ad una certa età, e mi è mancato. Mi trovo adesso a dover soddisfare tutta la fame di buona letteratura che ho accumulato.
9. Leggere fa bene? E perché?
Leggere fa bene perché apre la mente, porta a riflettere sui temi più svariati, migliora la proprietà di linguaggio e quanto più siamo padroni della nostra lingua quanto più possiamo esprimere le nostre opinioni e comprendere quelle altrui.
10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
A nessun’altra, non sono brava a dare risposte.

"Quello che vedo #QuelloCheVivo" allo SmArt Hotel Bartolini a Montecatini Terme

Dal 10 aprile al 15 maggio i miei dipinti della serie "Quello che vedo #QuelloCheVivo" saranno ospiti dello SmArt Hotel Bartolini a Montecatini Terme.
Sono onorata di inaugurare la stagione espositiva di questo albergo completamente rinnovato e aperto all'arte e agli artisti contemporanei.

In concomitanza alla mia mostra si svolgerà a Montecatini la Settimana della Moda, un motivo in più per fare una gita a Montecatini. per maggiori informazioni seguite questo link.
















La scatola dei ricordi

Nonna Piera fidanzata da poco
In occasione della Twittlettura de "I piccoli maestri" di Meneghello, romanzo sulla Resistenza durante la seconda guerra mondiale, sono andata a rovistare nella scatola contenente le vecchie foto della mia famiglia.
In casa sono io la detentrice del vecchiume familiare, poichè mia madre non si è mai appassionata ad un certo tipo di ricordi.
Nella scatola ci sono fotografie di nonni, bisnonni e anche di persone sconosciute, che mia madre, l'unica sopravvissuta, non  conosce o non rammenta. Per quest'occasione ho deciso di non partecipare alla lettura collettiva con i miei dipinti bensì con queste foto d'epoca, ricche di commozione e di verità, la verità della gente comune.
Spesso le fotografie venivano usate come lettere, andavano al fronte e tornavano a casa con scritte sul retro poche frasi di affetto.
Mia madre ha conosciuto suo padre solo quando era grandicella, per tutta la durata della guerra ha comunicato con lui solo tramite queste foto. Il nonno Guido è stato in Russia e in Germania dove lo hanno fatto prigioniero, ed è tornato a casa dalla germania a sorpresa, dopo due anni che mia nonna Piera non aveva sue notizie. Durante il ritorno dalla Germania fino in Toscana a piedi, ha salvato la vita ad un suo compagno di viaggio, il quale per la stanchezza stava cadendo in un burrone, e questo suo compagno gli ha mandato poi una foto-cartolina nel quale lo ringraziava.
Questi sono ricordi molto duri per chi li ha vissuti e molto belli per me che li ho raccolti, ed ho piacere di condividerli con chi mi segue.

Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera
Nonno Guido e Nonna Piera da fidanzati

Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera che scriveva a nome di mia madre Giovanna
Mia madre Giovanna

Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera che scriveva a nome di mia madre Giovanna
Mia madre con la Toppina

Foto-lettera scambiata tra il nonno Guido e la nonna Piera che scriveva a nome di mia madre Giovanna
Mia madre con il cane nella foto mandata al nonno Guido in guerra




Foto-cartolina di ringraziamento al nonno Guido per aver salvato la vita



Nonna Piera e amiche

Nonno Guido all'ospedale militare

Mamma Giovanna con la sorellina Tina
Foto del nonno Guido in Russia

Foto di commilitoni con il nonno Guido

Nonno Guido nel campo di prigionia in Germania

Nonna Piera e amiche con le falci in mano

Foto della carta d'identità della nonna Piera

Montecatini Fashion Week ed il mio progetto "Quello che vedo"

In occasione della Montecatini Fashion Week, che si terrà dal 27 Aprile al 5 Maggio 2014, allestirò una mostra presso lo Smart Hotel bartolini a Montecatini Terme.
La Settimana della Moda si terrà dal 27 Aprile al 5 Maggio 2014, ma la mia Esposizione sarà visitabile già dal 10 aprile fino al 15 di maggio.
In questo frangente esporrò per la prima volta al pubblico alcuni dipinti del mio progetto attuale : Quello che vedo #QuelloCheVivo


PROGRAMMA SETTIMANA DELLA MODA
  • 27/04/2014 Opening events @ Gambrinus Cafè
  • 28/04/2014 Dolce & Gabbana Fashion Show & Defilè @ Terme Excelsior
  • 29/04/2014 Fausto Puglisi Fashion Show & Defilè @ Terme Excelsior
  • 30/04/2014 Monnalisa Fashion Show & Defilè @ Terme Excelsior
  • 30/04/2014 Lidò Fashion Party Music & Glam @ Lidò Le Panteraie
  • 01/05/2014 Roberto Cavalli Fashion Show & Defilè @ Terme Excelsior
  • 02/05/2014 Rindi Fur Fashion Show & Defilè @ Terme Excelsior
  • 03/05/2014 Loriblu Fashion Show & Defilè @ Terme Excelsior
  • 03/05/2014 Umberto Tozzi in concerto @ Teatro Verdi
  • 04/05/2014 Gucci Party @ Gucci Store
  • 05/05/2014 Luxury Car Show @ Terme Tettuccio
  • 05/05/2014 Gala Dinner Fashion & Food @ Terme Tettuccio

QUELLO CHE VEDO ( alias #QuelloCheVivo)

PROGETTO PITTORICO INIZIATO NEL 2013

Nessuna costrizione, senza schemi, soggetto libero, Fluidità di temi.
Voglio dipingere senza vincoli di soggetto o di tecnica ciò che vedo, ciò che mi circonda e fa parte della mia vita.
I lavori di questa serie sono tratti da fotografie scattate da me, talvolta da mio marito appassionato di fotografia, spesso cogliendo l'attimo, spesso rubando pose a persone ignare in sale d'aspetto o per la strada, fotografando vetrine, facendo autoscatti col cellulare o cogliendo oggetti sul tavolo durante un convivio.
Ci sono pezzi di vita che scorre e che vengono fermati in un quadro.
Non sono andata a cercare lontano, in questi dipinti c'è tutta l'autenticità della mia vita, con la sua normalità, le sue difficoltà e limitazioni.
QUESTA SONO E QUESTO DIPINGO.


Ricerca dell'essenza. Fermarsi in tempo. Imparare l'arte della sottrazione. Il troppo mi sommerge e mi lascia delusa.

Quell'insoddisfazione che ti assale quando hai finito un dipinto, quella sensazione di aver fatto troppo, di averci messo troppo, di averlo riempito troppo... quell'incapacità di sottrarre, di fermarsi in tempo.
AVERE IL CORAGGIO DI LASCIARE SPAZI VUOTI.
Si dipinge come si è forse, e io sono troppo, riempio ogni buco, ogni spazio forse per paura dell'assenza.
Ma è l'assenza-essenza che ricerco, voglio aria, respiro.
Voglio restare sulla stessa strada ma con meno zavorra addosso.
Il cammino è quello giusto, lo sento. Devo imparare solo a viaggiare più leggera.

Mostra a L'artificio nel centro storico di Lucca

Da oggi 21 febbraio 2014 la mia mostra presso L'Artificio nel centro storico di Lucca è aperta al pubblico. L'esposizione si trova dentro le mura, vicinissima al Teatro del Giglio.
Sono esposti alcuni "Mobili quadro" e la serie "Donne in pezzi".
Per chi fosse interessato a visitarla di seguito l'indirizzo ed i recapiti.



L'Artificio, Corso Garibaldi 129 55100 Lucca
Telefono0583 48761
E-mailartificiobookshop@gmail.com
Sito Webhttp://lartificio.tumblr.com

Perchè si può cambiare idea.


Stamani ho avuto un'illuminazione.
Come spesso accade mi addormento pensando al mio lavoro artistico e la mattina mentre cerco la forza di alzarmi dal letto continuo le elucubrazioni interrotte dal sonno.
Stamani improvvisamente mi si è affacciata la consapevolezza di dover cambiare il titolo al mio progetto pittorico attuale.
Forse inconsapevolmente, mossa dal non sentirmi pienamente appagata o rispecchiata dal titolo "Tema fluido", ho continuato per due mesi a focalizzare, a cercare di capire cosa mi stesse spingendo in questi quadri attuali.
Stamani ho capito.
Io sto dipingendo "QUELLO CHE VEDO" e questo dovrà essere il nome del progetto.
Perchè non sto cercando un tema, non sto cercando un messaggio fuori dalla mia realtà...sto semplicemente riproducendo immagini, attimi di ciò che mi circonda nel quotidiano, il mio quotidiano fatto di piccole cose, del non spostarsi mai troppo lontano, di attese negli ospedali, di tavole apparecchiate, di palazzi bruttissimi che guardandoli con occhi diversi adesso mi appaiono quasi belli.
In questo non allontanarsi quasi forzato mi sono ritrovata ad osservare ed a cogliere la bellezza nelle cose apparentemente brutte o semplicemente normali, mi sono ritrovata la voglia di dipingere da foto scattate al volo con il cellulare durante la mia vita tutt'altro che avventurosa.
Sto portando sulla tela ciò che vedo, ciò che vivo, ciò che sono.

E adesso che ho focalizzato tutto ciò non posso ignorarlo, non posso mantenere un titolo di un progetto artistico solo perchè mi pare più accattivante esteticamente, d'altronde le mie scelte non sono mai state di marketing.

SCONFORTO

VALORIZZARE L'ARTE CONTEMPORANEA

Si parla di una mostra di copie d'autore di quadri che di contemporaneo non hanno nulla, a parlare è l'assessore alla cultura con parole sconfortanti.
Riporto sotto il link al quotidiano online  dove ho letto la "notiziona" e riporto un estratto del commento dell'Assessore alla Cultura di Montecatini.


cit. Valdinievole Oggi
  Al vernissage della mostra sarà presente l’assessore alla cultura del Comune di Montecatini Bruno Ialuna. “Accogliamo volentieri questo evento – commenta l’assessore - che ben si inserisce in un contesto di valorizzazione dell’arte contemporanea che da tempo, prima con l’apertura della galleria McTerme nell’immobile dell’ex-Lazzi e poi al Moca nel Palazzo comunale, strizza l’occhio alla nostra città. Evidentemente anche Banca Mediolanum ha capito le potenzialità artistiche di Montecatini e ha deciso di ospitare qui questa importante iniziativa”.  

http://www.valdinievoleoggi.com/a36368-al-via-nuova-rassegna-d-arte-domani-vernissage-della-mostra-di-lorenzo-rosi-nei-locali-di-banca-mediolanum.html

NULLA DI PERSONALE CONTRO LA PERSONA CHE ESPORRA' I PROPRI LAVORI.

A MIO PARERE L'ARTE CONTEMPORANEA SI VALORIZZA DANDO SPAZIO AD ARTISTI CONTEMPORANEI VERI, CHE UNISCANO TECNICA E CREATIVITA', CHE SAPPIANO DIRE QUALCOSA ATTRAVERSO LE LORO OPERE, NON CON MOSTRE DI COPIE, LE COPIE VANNO BENE PER IMPARARE A DIPINGERE, LE POSSONO ESPORRE DEGLI ALLIEVI DI DISEGNO E PITTURA NON UN ARTISTA!

Arte in 140 caratteri

Soggetti banali, brutti, insignificanti. Attimi rubati. Dipingo ciò che vedo, la mia realtà, ciò che mi circonda.


Credo che l'arte quasi sempre sia specchio del contesto socio-storico-culturale in cui si sviluppa, anche inconsciamente.

Da artista vivo il mio tempo e coi miei quadri posso rappresentarlo o rifuggirlo.

Io voglio limitarmi a seguire i miei impulsi, desideri espressivi, smettendo di pormi limiti e troppe domande. Dipingere.


Comunque l'arte a mio avviso deve avere anche una valenza formale, estetica.

Estetica e creatività devono far parte dell'arte, dove estetica sta per forma. Altrimenti di cosa stiamo parlando?

Diciamo che dentro il guscio deve esserci un frutto commestibile, pena l'inutilità dell'arte.  

E comunque credo che il messaggio dell'artista possa essere inconsapevole non necessariamente voluto.

Fermarsi a guardare la propria ombra e poi ripartire. L’ombra fa parte di noi.   

Mi rassegno, ma non rassegno le mie dimissioni da artista.

A me pare che venga soprattutto apprezzata ultimamente e che le venga dato parecchio risalto, specchio dei valori?

Guardo servizi Sky su alcuni artisti contemporanei... Parlano, spiegano, danno importanza ... L'arte dovrebbe parlare da sola.  

No, decisamente non amo l'arte concettuale. I concetti me li spiega un letterato. Il pittore deve darmi emozioni a priori , prima di dire.

Alcuni vogliono dare spiegazioni intelligenti a scelte semplici e istintive per giustificare delle casualità. Non li sopporto.  

Se sei un disegnatore mi devi dare un motivo filosofico sul perché usi la grafite?! Ma va là puzzone!  

La cosa migliore per un artista è ignorare i commenti dei familiari.