La difficoltà dell'essere liberi (riflessione a cuore aperto)

Un artista per definizione dovrebbe essere libero...ma quanto lo sono io in realtà?
Quanto dipingo ciò che realmente voglio e quanto cerco anche inconsciamente di dipingere ciò che gli altri vogliono e si aspettano da me?
Quando ho provato a dipingere per compiacenza , non solo non ho sentito gratificazione e piacere fisico nel farlo, ma ho avuto l'impressione di sortire l'effetto completamente contrario...di fatto i quadri "liberi" sono i più apprezzati, o almeno sono i più apprezzati dalle persone intelligenti.
Ci sono giorni in cui penso che vorrei mandare al diavolo il mondo dell'arte intero ed infischiarmene altamente di una possibile commercializzazione dei miei lavori. 
Vorrei mandare al diavolo lo spazio insufficiente a contenere opere di grandi dimensioni, vorrei mandare al diavolo il mio fisico insufficiente a darmi l'energia per dipingere ore ininterrottamente...vorrei mandare al diavolo tutti i limiti fisici e mentali che si frappongono tra me e la pittura. Il primo passo per mandare al diavolo tutto è questo post. 
Da oggi ho deciso di mostrarmi apertamente qui, sulla rete...
il blog in fin dei conti non è un diario? Ho voglia di essere conosciuta per come sono, basta pubblicare solo post di facciata per pubblicizzare esposizioni, eventi,iniziative...
da oggi voglio esternare ciò che ho nel cuore, nella testa e sul gozzo. Basta pensare di dover dare un immagine di me, basta pensare di commerciarmi da sola e di dare una faccia asettica. Io non sono asettica, non sono una commerciante d'arte, non so fare marketing...e soprattutto io non voglio fare marketing dei miei lavori e di me stessa, voglio solo dipingere.
A 40 anni devo ancora organizzarmi la vita, penso come se ancora avessi davanti secoli ma vivo con il terrore di morire domani e di non riuscire a terminare i progetti iniziati.
Uno Chef che stimo mi ha detto che sono troppo precisa per essere un'artista...beh, più che precisa sono maniacale! Probabilmente ho così tanto kaos dentro di me che almeno fuori ho bisogno di ordine...
La mia più grande aspirazione adesso è il raggiungimento della libertà mentale, un "chissenefrega" autentico e totale verso il giudizio altrui e soprattutto verso il giudizio che io per prima opero su di me.
Quanto è' difficile essere realmente liberi... ma  ho la ferma convinzione che solo la libertà ci può dare gli strumenti per andare avanti per la nostra strada, e forse solo quando smetteremo di cercare conferme e di giudicarci  queste arriveranno da sole.