Un regalo è un regalo (riflessioni post natalizie)


Definizione di regalo dall'enciclopedia Treccani: Dare liberalmente, senza compenso o altra contropartita e con intenzione amichevole o affettuosa, cosa che è, o si ritiene, utile o gradita a una persona.
Da questa definizione evinco che "la pretesa" non è contemplata...

Una Critica per amica

In questo post voglio presentarvi la persona che ha scritto un bellissimo articolo sulla mia ultima mostra, e non lo faccio semplicemente per gratitudine, ma perchè le anime belle meritano di avere voce, seppur virtuale, e di essere condivise con gli altri.
Ho conosciuto angela nel 1989 all'accademia di Belle Arti di Firenze, frequentavamo entrambe la stessa classe di Pittura, e da allora siamo sempre state legate da un filo che, seppur con periodi di poca frequentazione, non si è mai spezzato.
Attualmente Angela pubblica articoli su "Cultura Commestibile", una rivista on line, scrivendo recensioni sulle mostre che visita e sugli artisti che incontra,  e lo fa con una sensibilità non comune, con onestà e lontana dalle logiche commerciali.
 In attesa che abbia il suo blog personale voglio postare le notizie che mi paiono più significative del suo curriculum ed i suoi contatti, in modo che chi è interessato ad una sua critica possa rivolgersi a lei in modo semplice e diretto.


Angela Rosi

nata nel 1963  a firenze dove vive e lavora come Impiegata presso il Comune di Fiesole (FI) dal 1985.
Ha lavorato al Centro Giovani di Pian del Mugnone dove, oltre ad occuparsi della organizzazione di corsi per bambini, ragazzi ed adulti, seguiva l’allestimento di mostre d’arte all’interno del Centro.
1981Diploma Istituto Magistrale conseguito all’Istituto Magistrale Giovanni Pascoli di Firenz 

1985 Diploma di Educatore Professionale conseguito presso la scuola Madonnina del Grappa di Firenze

1994  Laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze
Corso di formazione “Comunicazione Pubblica”
Partecipazione ad alcuni seminari di Arteterapia e Danzaterapia e Corsi di astrologia

Partecipazione ad una mostra collettiva al Castello Pasquini di Castiglioncello

Nell’anno 2001 fondava insieme ad altre 4 socie l’Associazione Culturale Il Prato Blu della quale ne era presidente. L’Associazione aveva il fine di sviluppare la creatività nei bambini attraverso l’arte. Fino al 2006 ha tenuto laboratori di arte per bambini dai 5 ai 12 anni in sedi private e pubbliche.
L’Associazione ha cessato l’attività nel gennaio 2012.
Collaborazione con la rivista Cultura Commestibile per recensire mostre di arte contemporanea. La rivista settimanale fino a luglio 2012 era allegata al quotidiano Il Nuovo Corriere di Firenze e dal 27 ottobre 2012 è on line.

Legge molto, ha competenze artistiche, le piace la musica, il cinema, il teatro.
Dipinge, crea gioielli in argento e realizza piccole fusioni in bronzo a cera persa,  xilografia e stampe su linoleum. Si sono occupata della produzione di manufatti in  terracotta e ceramica.


Buone capacità nell’organizzare eventi e gestire contatti con persone, enti e aziende. Attitudine a instaurare buone relazioni interpersonali di collaborazione e scambio con colleghi ed esterni. 
aperta alle innovazioni e allo scambio di idee, individualista ma le piace lavorare ad un progetto comune.
contatti: angelarosi18@gmail.com

ARTICOLO SU CULTURA COMMESTIBILE di Angela Rosi

I giardini di Monica
Spicciani presenta le sue ultimo opere nel suo studio
di Angela Rosi
angelarosi18@gmail.com

Lo scorso 20 ottobre l’artista Monica Spicciani ha presentato, presso il suo studio, Raccolta Differenziata; in mostra il suo percorso artistico dal 2009 al 2012 con Donne in pezzi 2009-2012, Animali colorati 2012, Esternazioni 2012. Giardino d’infanzia, Giardino d’infanzia ai Caraibi, Giardino d’infanzia a New York sono le ultimissime opere. Il giardino d’infanzia è un luogo dove si avverte il bisogno irrefrenabile di esprimere il nostro mondo interiore. Dietro queste belle tele c’è la piccola Monica nascosta dietro una siepe, c’è il suo amore nel curare il giardino che circonda la casa e lo studio, e poi gatti, le piante aromatiche e da frutto, la sua fantasia nel cucinare piatti di stagione, l’odore delle spezie che lei accortamente combina come fossero i pigmenti della sua tavolozza. L’esplorazione artistica di Monica, che non si è mai fermata anche quando il fisico la obbligava a stare ferma, è esaltata in queste opere recenti. Qui Monica gioca, come i bimbi nei giardini d’infanzia, con il colore e con l’arte perché, sue parole, l’arte soprattutto: sopra i mobili, sopra la carta e le etichette dei vini, sopra la stoffa, sopra il legno, sopra le tele, sopra i muri ma soprattutto dentro di lei, sopra di lei e poi di riflesso sopra di noi e dentro di noi. I giardini di Monica sono luoghi della creazione, paradisi, dove tutto è colore e armonia; seduta di fronte al cavalletto è ai Caraibi e poi a New York e noi respiriamo il mare dei Caraibi o l’odore dell’autunno al Central Park e poi le voci, le risate, i bimbi che corrono, è la voglia di gioire, di ritrovare l’incanto e la curiosità, è sentire con tutti i sensi. Qui la Mano diventa Mano albero perché nel giardino d’infanzia tutto può essere tutto, come Mary nel libro Il giardino segreto di Burnett Frances H., Monica incontra il suo giardino segreto. Noi con lei scopriamo il nostro; Ascoltando Navarrete e veleggiando nei Mare di sangue e Mare magenta arriviamo, come Pinocchio, al Luna Park, poi attraversando Vortici nell’Acqua di lago e fluttuando tra le Bolle in acqua orizzontali e le Bolle in acqua verticali giungiamo al Paesaggio incon- sapevole e, ancora, perdendoci nel Labirinto arancio ritroviamo il Sole sulla città.
Le Esternazioni di colori, sentimenti e forti emozioni ci afferrano e ci portano nei Giardini d’infanzia perché è da qui che dobbiamo ricominciare. La vita è completa, colorata, serena quando è in stretto contatto con il nostro intimo, solo nei nostri giardini d’infanzia possiamo ritrovare la pace interiore da condividere con gli altri. Con la sua arte Monica ha spalancato a noi il suo meraviglioso giardino e in più ci invita a cercare la chiave per aprire il nostro se mai fosse chiuso e abbandonato da tanto, troppo tempo.

Il tempo di realizzazione di un'opera d'arte è un metro di giudizio?

Ieri riflettevo sul fatto se fosse giusto dare un valore equivalente ad opere realizzate in tre mesi rispetto a quelle realizzate in due ore. Sono approdata a questa riflessione in merito al tentare di fare le valutazioni del mio lavoro. Ad esempio alcuni dipinti della serie "donne in pezzi" hanno richiesto da uno fino a tre mesi di lavoro. Altre opere invece della serie "esternazioni" o "animali colorati" hanno richiesto molto meno, alcune addirittura 2 ore.
Ebbene,  dopo un breve pensamento sono approdata alla soluzione che l'arte non si può misurare in ore di lavoro, altrimenti sarebbe artigianato, e nemmeno in termini di soldi spesi per realizzare l'opera.
Innanzitutto non tutti sono in grado di realizzare dipinti, e se vogliono averli è giusto che paghino per questo, come io devo pagare per ottenere tutto ciò che non sono in grado di produrre da sola. Inoltre sono arrivata ad una consapevolezza folgorante: riesco a realizzare un dipinto in due ore perchè alle spalle ho cinque anni di studi specifici e oltre vent'anni di esperienza pittorica...e se dovessi calcolare questo  tempo allora una piccola tela realizzata in due ore varrebbe miliardi!

Riflessioni a Vernice avvenuta

Sabato 20 ottobre 2012 ho avuto l'onore di ospitare nel mio studio molte persone che mi vogliono bene, mi sono amiche e mi seguono da sempre. E' stata una bella festa, con scambi a livello personale ed emotivo molto  intensi. Peccato, tuttavia, che nessun nuovo volto si sia affacciato alla porta del mio studio, che nessuno abbia raccolto l'invito delle mie numerose locandine lasciate in giro o delle email mandate a coloro che mai avevano visto i miei lavori dal vivo. Nessuno facente parte di associazioni culturali, gallerie o autorità comunali che avevamo invitato ha trovato il tempo di passare dieci minuti...queste cose fanno riflettere...
Ci si riempie la bocca di valorizzare la cultura locale, i beni che abbiamo e poi quando un'artista del posto crea un occasione di aggregazione tutti sono impegnati in qualcos'altro. Manca la curiosità di conoscere e di vedere.
Ho iniziato a chiamare Facebook "il buco nero" perchè si tratta di un luogo virtuale in cui le amicizie sono virtuali e tutto ciò che vi viene messo sopra finisce nell'oblio immediatamente. Un "mi piace" buttato lì e poi puff, ci siamo già scordati... Ho invitato circa 300 persone su facebook, quante sono intervenute? Quattro o cinque, ma sono venute perchè sono amici in carne ed ossa che non avevo certo bisogno di contattare tramite un social network. Per carità, i social hanno i loro vantaggi, puoi usarli per comunicare velocemente con le persone che conosci oppure anche semplicemente come sfogo quando ti va di esternare e non hai nessuno pronto che ti ascolti.
Ma lasciamo stare le polemiche sterili, ogni esperienza deve portare ad una crescita e ad una maggior consapevolezza e sicuramente anche "raccolta differenziata" è stato un passo su un cammino di evoluzione umana ed artistica facente parte della mia vita.

"RACCOLTA DIFFERENZIATA" 20 ottobre 2012









Finalmente è arrivato il giorno dell'inaugurazione della mostra al mio studio. In questo periodo in cui le gallerie ti snobbano se non sei un nome, in cui gli spazi gratuiti decenti per esporre sono rarissimi, ho deciso di "rinfrescare" lo studio di casa mia e di organizzare una mostra qui. Spero che l'affetto delle persone mi sia vicino in questa giornata nella quale presento il lavoro fatto negli ultimi tre anni, tre anni in cui sono successe molte cose ed ho affrontato battaglie, ma anche tre anni in cui ho continuato a dipingere supportata da coloro che mi amano.


Io e la politica

Il problema è che non mi sento rappresentata in toto da nessuno. Premetto che sono un ingenua, credulona e ignorante in materia, che tenta di accostarsi a ciò che accade nel mondo per poter avere un'opinione e di dare il proprio piccolo contributo… Ma non riesco.
Che sono orientata verso sinistra non è un mistero, ma non riesco a trovare nessuno che mi ispiri completa fiducia e a cui accordare il mio voto. Dovrò scegliere il meno peggio o rinunciare ad esprimermi? A volte mi sento una banderuola che si gira verso questo o verso quello a seconda Di ciò che affermano.


Sicuramente mi mancano gli strumenti necessari per avere un discernimento consapevole. Vorrei poter creare un super politico formato dalle parti migliori o che mi convincono di più tra tutti quelli che ascoltano parlare… Ma è impossibile e così continuo a concordare Ora con l'uno ora con l'altro senza riuscire a riporre la mia fiducia in nessuno di loro.

Questo mio tentennare.mi fa sentire stolta e membro onorario del classico popolino pecorone che non è capace di avere un'idea sua e di portarla avanti. Come stavo meglio quando viveva nel mio mondo ignara di tutto il resto… Ma non è giusto ritirarsi nelle proprie fantasie nemmeno per chi vive di arte come me.

L'estremo sacrificio di un'opera d'arte

Mi è successo diverse volte di guardare opere da me realizzate nel passato rimaste invendute, non regalate, non barattate… 
Mi sono ritrovata ad odiarle quasi. 
Le ho trovate inutili, insulse… Così ho deciso di sacrificarle. 
Sembra assurdo lo so, che un 'artista possa arrivare a cancellare opere da lei fatte e da lei amate. Ma è quello che ho fatto. 
Lo spazio non è mai abbastanza, i soldi per comprare tele e materiali non sono mai abbastanza, niente è mai abbastanza. Così Ho deciso di sacrificare alcune opere dandovi sopra una bella mano di bianco e riportarle a nuova vita Creando con esse un nuovo dipinto. A queste opere ho chiesto un estremo sacrificio, ho chiesto loro la vita in cambio di una nuova vita. Sono crudele? Sono insensibile? Non lo so… Sta di fatto che dal momento che l'ho deciso non ho provato né rimorso ne sofferenza. L'ho fatto e basta. Forse mi sono rivelata una madre crudele verso figli che non sono stati voluti da nessuno, forse mi sono semplicemente adattata al bisogno di spazio e al bisogno di nuovi supporti per lavorare. Quindi, se vi piace una mia opera, non aspettate a dirlo. 
Se vi piace una mia opera prendetela adesso perché domani potrei averla cancellata.

"Raccolta differenziata"

SABATO 20 OTTOBRE 2012
Dalle ore 16,00 alle ore 19,00

presso lo studio completamente rinnovato dell’artista saranno esposti in anteprima tutti i lavori dei progetti: Donne in pezzi, Animali colorati ed Esternazioni.

La mostra è visitabile permanentemente su appuntamento.

Che fine hanno fatto le lucciole?










L'altra sera mi sono affacciata alla finestra del mio salotto e a ll'improvviso è apparsa una domanda ch emi ha folgorato:Che fine hanno fatto le lucciole??? Premetto che il mio salotto si affaccia su un grande giardino non illuminato in piena campagna...per cui, in teoria, in estate, dovrebbe essere luccicante e brulicante di questi deliziosi animaletti...e invece niente. Per anni avevo dimenticato le luccciole semplicemente perchè non le vedevo e non mi ero nemmeno posta la domanda del dove fossero finite e del perchè avessero ormai disertato la zona dove vivo. L'altra sera invece mi sono venute in mente ed ho provato una grande nostalgia. Ricordo che da bambina andavamo dopo cena a trovare i nonni che abitavano vicini ai campi dove adesso ho la mia casetta, e con mia mamma andavamo dietro alle lucciole e ne prendevo sempre una da portare su dalla nonna. La mettevamo sotto un bicchiere e per magia apparivano 50 lire...Sì, perchè quando ero piccola, credevo che le lucciole facessero i soldi...e come ci sono rimasta male quando mi hanno svelato che invece erano i nonni che approfittando di una mi distrazione mettevano sotto il bicchiere i soldini! Ovviamente poi la lucciola veniva liberata! Certo anche quando hanno smesso di "fare i soldi" le lucciole hanno continuato ad essere magiche, ad illuminare i campi ed a farci capire che l'estate era in arrivo...
A casa mia c'è un assortimento di insetti incredibile...zanzare tigre che mi rendono la vita all'aperto un inferno e ragni enormi che ogni anno si infilano in casa disgustandomi...ma le lucciole sono sparite.
Possibile che in questo mondo la poesia vada scomparendo? Possibile chel'estate porti con se sempre più fastidi e sempre meno piacevolezze? Viviamo in un mondo ormai dove se diciamo la parola "lucciola" non pensiamo all'insetto bensì alle prostitute...dove andremo a finire?

DONNE IN PEZZI Progetto 2009-2012

Questo lavoro è iniziato nel dicembre 2009 ed ho deciso di terminato l'ultimo quadro della serie a marzo del 2012.

In "Donne in pezzi" proseguo un lavoro in un certo senso avviato nei quadri degli anni 2008 e 2009. I soggetti tuttavia cambiano pur rimanendo nell'universo del ritratto femminile. In questo nuovo lavoro mi concentro ancora di più sul particolare e stringo maggiormente l'inquadratura. In alcuni dipinti ho sperimentato le sfocature ma poi ho deciso di non presentarle come facenti parte di questo progetto per dedicare ad esse uno spazio a se stante, in altri sono rimasta sulla naturalità del colore e la cura del dettaglio e in altri ancora ho rielaborato i colori del soggetto.
Tutte le opere sono realizzate partendo da fotografie scattate da me, alcune delle quali mi ritraggono in autoscatto. 

Il titolo del progetto ha un senso ambivalente. Le donne sono intese in pezzi in quanto fisicamente interrotte dalla foglia oro o dal limite della tavola su cui sono dipinte, ma sono anche in pezzi in quanto suddivise loro stesse e le loro espressioni in una molteplicità di modi di essere.


Per vedere i lavori poteteseguire questo link.

Matrimonio a basso costo

Ebbene sì, dopo nove anni, mese più mese meno, di convivenza mi ri-sposo, con il mio attuale compagno che dovrò imparare a chiamare marito. Entrambi abbiamo già dato e avuto. 
Ben 14 anni fa (mamma mia come passa il tempo!!!) ho già avuto il matrimonio con tutti i crismi, organizzato con un anno di anticipo, dove tutto era fondamentale, dal vestito all'acconciatura, dalla lista nozze  alla più infinitesimale cavolata che possa venire in mente. Soldi a palate spesi in mille particolari inutili, a ripensarci adesso, allora sembrava tutto fondamentale.
Stavolta, proprio perchè di acqua sotti i ponti ne è passata, le priorità sono altre. Innanzitutto nel giro di un paio di settimane abbiamo deciso di sposarci e fissato la data che tornasse bene per le ferie. Personalmente sarei andata in comune lui ed io senza tante storie, poi l'impiegato comunale ci ha fatto gentilmente notare che almeno i testimoni servivano, allora abbiamo cominciato a pensare a come organizzarci e un pochino ci siamo allargati. Per il nostro matrimonio saremo ben 7 persone!
Ovviamente niente partecipazioni, abbiamo fatto qualche telefonata (poche!) e poi abbiamo fatto sapere che ci sposavamo tramite email e su facebook, specificando che non ci sarebbe stata nessuna festa e che non volevamo regali. Tutto ciò non perchè non volessimo condividere con gli amici la nostra decisione ma perchè offrire la cena a tutti sarebbe stato troppo dispendioso e soprattutto perchè non volevamo entrare nel loop in cui eravamo già incappati anni fa. chi ci vuole bene sicuramente ha capito e sa che non mancheranno le occasione per stare insieme e festeggiare!
Ma chi l'ha detto che per sposarsi ci vogliono molti soldi? Con due marche da bollo da 14 euro e rotti, se non si vuole fare nulla, ce la caviamo...
Ma veniamo al vestito. Al mio amore ho fatto regalare una bella camicia in lino bianca da mia mamma, tanto il suo compleanno è tra poco e per il resto ci arrangiamo con quello che c'è.
Per il mio vestito invece, dopo un'attenta valutazione dell'armadio, ho optato per un tubino verde cangiante che avevo preso l'anno passato tramite un baratto su zerorelativo e che non avevo mai avuto occasione di mettere. In abbinamento dei sandali molto belli usati al massimo un paio di volte (l'ultimo regalo fattomi dal mio ex marito...mah, speriamo non portino male!!!! Ma non sono superstiziosa!). La borsetta l'ho fregata a mia mamma e pure una maglina da abbinare in caso di calo della temperatura...pure lo scialle l'ho ripescato dall'armadio di mia mamma!!! Uno scialle bellissimo proveniente dal giappone che le aveva regalato mio nonno secoli fa e nessuna occasione era mai stata presa al balzo per farlo uscire dal cellophane.
Comunqe dal nulla che non si voleva fare alla fine poi ho voluto comprare le fedi e qui è cascato l'asino...le ho ordinate su internet, di acciaio chirurgico, ad un prezzo che sarebbe stato davvero irrisorio se non avessi sbagliato la misura del dito del mio futuro marito per ben due volte...così mi ritrovo 3 fedi di tre numeri diversi! Ma non mi sgomento, le due che avanzano le metto in scambio sul mio sito dei baratti.
Poi mi sono fatta prendere davvero la mano..ho pure deciso di andare dal parrucchiere a farmi una piega e una ritoccatina la taglio, ma sì dai, in fin dei conti ci si sposa una volta sola...ehm...questa è la seconda...però con questo amore di uomo spero proprio di invecchiarci!!!

Mi fa uno S-macchiato per favore?

L'altro giorno sono andata in centro con mia madre a fare una passeggiata, il bar dove solitamente mi piace prendere il caffè era chiuso per turno, per cui siamo entrate in un locale "storico" della piazza principale. Abbiamo chiesto due caffè di cui uno macchiato. Il cameriere per errore ce li ha macchiati entrambi... al che io gli ho fatto gentilmente notare che  lo volevo normale e lui cosa ha fatto? Ha preso la mia tazzina, l'ha portata sopra l'acquaio e sotto il mio sguardo basito con un cucchiano ha tolto la schiuma, poi come se nulla fosse me l'ha riappoggiata sul piattino e ha detto "ce n'avevo messo poco di latte, l'ho tolto quasi tutto"
Nel vedermi ammutolitae incredula mi ha chiesto "Glielo rifaccio?" Io sempre sbigottita ho risposto soltanto con un'espressione degli occhi abbastanza eloquente che tradotta in parole avrebbe detto "si voglio che tu me lo rifaccia, razza di cretino, per quello che ne sai potrei anche essere allergica al latte e potrei morire di shock anafilattico! "
Ma dico io, con tutta la gente che cerca lavoro, con tutti ragazzi diplomati all'alberghiera di Montecatini (che è un'eccellenza scolastica italiana), devono tenere al pubblico un elemento del genere? Nemmeno in una bettola delle più rozze ti darebbero un caffè S-MACCHIATO...che poi questo sia accaduto in un famoso bar del centro lo trovo davvero surreale!

L'abitudine alle cose sbagliate

Ieri mi trovavo all'ospedale per ritirare delle risposte, avevo preso il mio numero e stavo in fila insieme ad altre persone. Ad un certo punto mi accorgo che in fila c'è anche un medico che lavora lì, anche lui con il suo numerino ad aspettare il suo turno. La cosa non mi ha stupita perchè lo conosco e so che persona speciale e corretta sia. Invece ogni tanto passava qualcuno dell'ospedale e nel salutarlo  si meravigliava della cosa e gli chiedeva cosa facesse lì. Anche l'infermiera  allo sportello, quando l'ha visto, gli ha detto " ma dottore cosa fa? ha bisogno di qualcosa? perchè non è venuto dentro a chiedermi ciò di cui aveva bisogno?"
Lui stava semplicemente seguendo la procedura per sua madre che si era fatta male al polso, come qualsiasi persona si fosse trovata nella sua stessa situazione.
Ecco, ho pensato, la maggioranza della gente si stupisce delle cose fatte per bene, perchè ormai fare i furbi è diventata la norma, e chi invece rispetta le regole ed è onesto, anche nelle piccole cose, crea sconcerto.
Possiamo fare ben poco, è vero, per porre rimedio allo sfacelo che c'è nel mondo, ma se ognuno, nel suo piccolo agire, mettesse un seme buono nella terra piano piano forse le erbacce smetterebbero di spuntare.

Prendi qualcosa!

Viviamo nell'epoca del "prendi qualcosa"...sei triste? prendi qualcosa! Sei troppo euforico? prendi qualcosa! non hai voglia di fare? prendi qualcosa!
Ieri mia madre mi ha chiesto come stavo...beh, sono stanca le ho detto, sto attraversando un periodo frenetico, dormo il giusto ed ho la testa occupata sempre da mille cose...e lei che mi ha detto? Prendi qualcosa!!!!! Ma come,  le rispondo, prendo il magnesio, la melissa, il vivimind per la memoria...che devo prendere di altro??? Devi prendere di più, delle vitamine...e poi non mangi abbastanza (lei che non mangia mai assieme a me...cosa cavolo ne può sapere di quello che metto sullo stomaco???!!!).
Semplicemente penso che si vogliano sempre anestetizzare i sentimenti, non è permesso essere tristi, la gente intorno a te non ti vuole triste, sei una palla al piede...però rompi anche se sei iperattivo o troppo nervoso per cui ti devi calmare...se poi sei stanco, ce ne fosse uno che ti dice RIPOSATI!!!!!! Cosa che sarebbe giustissima no? Se sei stanco forse il tuo corpo vuole dirti che hai bisogno di riposo e quello devi fare, fermarti un po' e stare in pace...
ma no, il corpo deve essere soffocato sempre da qualcosa e con lui la nostra anima...

Artisti conformisti o anticonformisti?

Per due giorni di seguito mi sono ritrovata a due diverse manifestazioni artistiche, durante le quali , oltre alle opere presentate, ho avuto modo di osservare altri artisti come me...e mi sono sentita diversa.
Mi è sembrato di tornare all'accademia dove in fin dei conti ero quella normale e un po' più conformista rispetto alla maggioranza.
Sarò gineprosa nel mio ragionamento, lo so già, e voglio che sia chiaro che queste mie elucubrazioni non vogliono esprimere un giudizio nè positivo nè negativo, ma solo fermare un'impressione di pensiero.
Quando mi trovo con persone non artiste vengo considerata strana, quando mi trovo con artisti mi sento quella troppo normale. Ma cos'è poi la norma? E perchè poi mi devo sentire io quella conformista? In queste due recenti occasioni ho notato che in fin dei conti, quelli che ho sempre considerato anticonformisti alla fine sono conformi tra di loro...ma allora io che mi sento  non conforme a loro divento anticonformista? La maggior parte degli artisti che vedo hanno l' aspetto un po' casuale (perchè quando sono casuale io mi sento sciatta?), il loro  studio è sovente caotico, spesso hanno i capelli con rasta o li portano  accrocchiati tenuti da un pennello, si vestono come se avessero preso la prima cosa che gli capitava a tiro perchè per loro il vestito non è importante, spesso hanno qualche piercing...io sono vestita in modo abbastanza ordinario (anche se i miei amici normali pensano che vesto in modo estroso), non ho rasta, non ho piercing, il mio studio è ordinatissimo...e mi sento fuori dal gruppo, fuori dal coro, non conforme agli altri artisti.
mi sono sempre sentita fuori ovunque mi sia trovata, sembra che il mio posto non sia da nessuna parte, troppo normale per stare con gli artisti e troppo strana per stare con i non artisti. Proprio come i miei quadri che evidentemente mi rispecchiano in pieno...troppo moderni per piacere a chi ama il classico e troppo classici per piacere a chi ama il contemporaneo. Pare che non riesca a trovare un posto nel mondo nè io nè la mia arte...
Oggi guardando i miei colleghi ho mi sono sentita nuovamente fuori, altro da loro, però per la prima volta ho provato a rovesciare il punto di vista ed ho visto gli altri conformi tra di loro invece che anticonformisti rispetto a me. Forse sto smettendo di pensare che devo cambiare per conformarmi agli anticonformisti e forse sto accettanto che il mio posto nel mondo  è proprio in questo limbo di normalità anormale.

La Toppa

Sono due anni che vivo con "La toppa". A volte vivo normalmente come se nulla fosse, e a volte, nei momenti più impensati mi viene in mente... mi tocco  la cicatrice sulla nuca e penso che ho una toppa di lattice sulla membrana del mio cervello...e mi sento per un attimo agitare...e se si stacca? e se si rompe? Mi sento su una bomba ad orolegeria...ma poi mi dico che sulla bomba ci stiamo seduti tutti, che chiunque può scivolare in terra, può cadere dalle scale, può finire sotto un'auto e puff! Tutto finito. Però "fa strano" pensare a questa parte non umana nella mia testa...non è un pezzo da donna bionica in una gamba o in un braccio...sta proprio lì, appoggiata al cervello, la sala dei comandi di tutto ciò che è la nostra vita. Ovviamente la benedico, la toppa, credo mi abbia salvato la vita... ma è inevitabile pensare: Per quanto? Ma poi mi dico di nuovo che per tutti in fin dei conti è così, ognuno di noi può farsi la stessa domanda: Per quanto? E allora mi rimetto a vivere la mia vita e ricomincio a fare le mie cose.

Le tappe della vita (curriculum tragicomico)


-a 0 anni ho subito rischiato di morire nascendo cianotica...e si comincia bene! Inoltre probabilmente avevo già la malformazione di Arnold Chiari, ma questo l'ho scoperto solo a 39 anni!
- a 3 anni il mio primo disegno incorniciato! Inoltre ho conosciuto la mia amica Rosa all'asilo (l'unica cosa bella dell'asilo a dire il vero e l'unica amica che mi è rimasta vicina sempre fino ad oggi)
-a 4 anni mi hanno tolto delle tonsille sane e mi hanno procurato un trauma psicologico con fobia delle scale tuttora permanente.
- a 6 anni la prima gatta veramente "mia" (Fufina) che ha vissuto 18 anni e mi ha fatto tanta compagnia. Tutta la mia vita è stata sempre piena di animali e tuttora lo è ...e credo che siano una compagnia meravigliosa per chiunque.
-a 8 anni ho iniziato a ingrassare e mi chiamavano palla di lardo (non ho mai capito perchè la mia amica grassa come me nessuno la prendeva in giro..)
- a 11 anni dopo una vita di giochi da maschio ho scoperto le Barbie, ma sono durate poco perchè poi ho smesso di giocare.
- a 12 anni sono dimagrita e nessuno mi riconosceva più...non so perchè ancora adesso a 40 anni mi dicono " ma come sei dimagrita!"...beh sono 28 anni che ho un peso decente...te ne accorgi adesso???
Sempre a 12 anni mi hanno messo pure l'apparecchio...e per mettermelo hanno deciso che avevo troppi denti in bocca e non c'entravano così me ne hanno tolti 4 sani...manco a dirlo che qundo poi sono spuntati quelli del giudizio hanno spinto di nuovo tutto avanti e addio lavoro del dentista...
-a 15 anni il mio primo colpo di fulmine...ovviamente non corrisposto...e non contenta mi sono rinnamorata sempre di lui anche a 18...praticamente tutta l'adolescenza presa di uno che nemmeno  sapeva che esistessi...
-a 18 anni il mio primo bacio con uno sconosciuto brutto come la fame in discoteca...una vera schifezza!
-a 19 mi sono "fidanzata" con un compagno di scuola che mi sono fatta piacere, e mi ci sono convinta così tanto che poi alla fina mi sono innamorata davvero. Sempre a 19 anni, finalmente dopo 5 anni di ragioneria (bastava prendere un diploma a caso), sono andata all' accademia di Belle Arti ed ho realizzato il mio sogno.
- da 19 a 28 anni una sorta di buco nero...o meglio vita da fidanzata con frequentazione di gruppo parrocchiale e di amici che si sono sposati uno ad uno, preparazione di matrimoni altrui, festeggiamenti di nascite ecc. ecc. Alla fine a 28 anni mi sono sposata anche io con tutti i crismi, ormai ero un'esperta di matrimoni dopo i preparativi di tutti gli altri. Mio marito ha perso la fede in viaggio di nozze...sarà quello che ha portato male? Non solo siamo rientrati in anticipo a causa di una gastroeneterite da batteri con tanto di ricovero in ospedale turco.
-a 29 anni ho avuto il mio primo grosso lutto, è morto mio padre, ed ho scoperto di non essere in grado assolutamente di elaborarlo e di non avere accanto una persona che potesse aiutarmi. E qui mi fermo.
-A 30 anni ho scoperto che mi piaceva la Nutella...e sono entrata in un coro gospel che mi ha cambiato la vita in tutti i sensi, ovviamente non ci sono entrata perchè mi piaceva la nutella, sono semplicemente due fatti accaduti.
- a 32 anni è successo un gran casino: mio marito si è innamorato non corrisposto di una mia amica (con la quale sono ancora in ottimi rapporti mentre con mio marito ho divorziato), dopo un mese che mio marito ha fatto le valigie ho incontrato l'uomo più meraviglioso della terra che si è innamorato pazzamente di me (per fortuna con questo ci sto ancora insieme!) e dopo un anno di tira e molla e confusione tra i due a non finire ho chiuso il capitolo matrimonio.
- a 34 anni ho iniziato a costruire la mia casetta nei campi che erano dei miei nonni, i soldi erano pochi e per risparmiare io e il mio compagno abbiamo fatto moltissime cose da soli, compresa la  settimana di passione a spalare una montagna di terra...in quella casa ci sono le gocce del nostro sudore e del nostro sangue...ma ne è valsa la pena.
- a 35 anni la vacanza più bella della mia vita in Sicilia, la prima vacanza con Luigi.
- a 38 anni la folgorazione: il Portogallo. Talmente fissata con questo paese e la sua gente e Lisbona che ho deciso di imparare il portoghese e tuttora mi guardo le novelas portoghesi sul satellite.
Folgorata anche dal Fado, musica stupenda che mi è entrata nelle viscere e sono stata costretta a cantarla per non esplodere...peccato che il gruppo messo su è durato poco ma la soddisfazione di aver cantato a Lisbona non me la scorderò mai...ah che saudade!!!!!!!
- a 39 anni sono morta e poi risorta. La malformazione che ho scoperto di avere si è manifestata e ho dovuto farmi aprire la testa perchè rischiavo l'ictus e altre conseguenze poco piacevoli. Praticamente ho scoperto di essere una specie di Dobermann...con il cranio  troppo piccolo per contenere tutto il cervello...per cui mi hanno fatto posto e rattoppata. Prima di entrare in sala operatoria ho pensato davvero che non mi sarei svegliata più...e invece dopo 5 ore di operazione mi sono destata per un attimo, giusto il tempo di sentire un dolore terribile e di vomitare, poi mi hanno di nuovo sedata...e mi fermo qui.
-a 40 anni ho scoperto la Coca Cola ( diciamo che ne sono diventata dipendente) ed ho imparato che si può anche uscire senza ombrello quando piove...non è la fine delmondo se ci si bagna un po'...Ho inoltre ricominciato di nuovo a leggere come una forsennata leggendo 60 libri in un anno, devo recuperare gli anni in cui non ho letto.
- a 41 anni (cioè ora) ho deciso di continuare a dire che ho 40 anni.


Chi spegne la luce?

Quando andiamo a dormire la sera è un po' come morire, nel momento in cui spegnamo la luce è  come decidere di aver vissuto a sufficienza e poter mettere un punto soddisfatti.
Personalmente non sopporto che qualcun'altro spenga la mia abat jour, è come se la morte arrivasse e mi cogliesse impreparata...rimango lì al buio ancora sveglia, con la sensazione di non aver deciso io. La luce spenta da qualcuno che non sono io la vivo come una vera e propria violenza psicologica...
Mi sdraio, mi sistemo nel letto, tolgo il cuscino e aspetto che il sonno arrivi...e solo quando sento che sto per addormentarmi davvero posso spegnere la luce e dare al mio corpo la possibilità di riposare.

La difficoltà dell'essere liberi (riflessione a cuore aperto)

Un artista per definizione dovrebbe essere libero...ma quanto lo sono io in realtà?
Quanto dipingo ciò che realmente voglio e quanto cerco anche inconsciamente di dipingere ciò che gli altri vogliono e si aspettano da me?
Quando ho provato a dipingere per compiacenza , non solo non ho sentito gratificazione e piacere fisico nel farlo, ma ho avuto l'impressione di sortire l'effetto completamente contrario...di fatto i quadri "liberi" sono i più apprezzati, o almeno sono i più apprezzati dalle persone intelligenti.
Ci sono giorni in cui penso che vorrei mandare al diavolo il mondo dell'arte intero ed infischiarmene altamente di una possibile commercializzazione dei miei lavori. 
Vorrei mandare al diavolo lo spazio insufficiente a contenere opere di grandi dimensioni, vorrei mandare al diavolo il mio fisico insufficiente a darmi l'energia per dipingere ore ininterrottamente...vorrei mandare al diavolo tutti i limiti fisici e mentali che si frappongono tra me e la pittura. Il primo passo per mandare al diavolo tutto è questo post. 
Da oggi ho deciso di mostrarmi apertamente qui, sulla rete...
il blog in fin dei conti non è un diario? Ho voglia di essere conosciuta per come sono, basta pubblicare solo post di facciata per pubblicizzare esposizioni, eventi,iniziative...
da oggi voglio esternare ciò che ho nel cuore, nella testa e sul gozzo. Basta pensare di dover dare un immagine di me, basta pensare di commerciarmi da sola e di dare una faccia asettica. Io non sono asettica, non sono una commerciante d'arte, non so fare marketing...e soprattutto io non voglio fare marketing dei miei lavori e di me stessa, voglio solo dipingere.
A 40 anni devo ancora organizzarmi la vita, penso come se ancora avessi davanti secoli ma vivo con il terrore di morire domani e di non riuscire a terminare i progetti iniziati.
Uno Chef che stimo mi ha detto che sono troppo precisa per essere un'artista...beh, più che precisa sono maniacale! Probabilmente ho così tanto kaos dentro di me che almeno fuori ho bisogno di ordine...
La mia più grande aspirazione adesso è il raggiungimento della libertà mentale, un "chissenefrega" autentico e totale verso il giudizio altrui e soprattutto verso il giudizio che io per prima opero su di me.
Quanto è' difficile essere realmente liberi... ma  ho la ferma convinzione che solo la libertà ci può dare gli strumenti per andare avanti per la nostra strada, e forse solo quando smetteremo di cercare conferme e di giudicarci  queste arriveranno da sole.